Sui sogni come antidoto al nichilismo 

Pensato come irreale, il sogno viene misconosciuto. Eppure esso sospende le strutture interpretative della veglia e rende sensibile l’impossibilità del nulla. Non rivelazione diretta della verità, ma esperienza che indebolisce il controllo dell’Io, il sogno testimonia una dimensione dell’essere sottratta al tempo e alla produzione tecnica.

Forza del diritto e diritto della forza

Il declino della cultura occidentale e delle sue élite coincide con il ritorno della forza come principale strumento di regolazione dei rapporti internazionali, mentre diritto e politica perdono capacità di contenimento e mediazione.

Il momento dei turchi

Mentre l’Iran sembra perdere terreno tra proteste interne e pressione occidentale, Ankara espande la propria influenza dalla Siria alla Libia, dai Balcani all’Africa orientale, circondando Israele e costringendo Washington a riequilibrare le proprie priorità. Integrata nella NATO ma capace di cooperare con Mosca, la Turchia emerge come attore flessibile e centrale, meno demonizzabile dell’Iran e in grado di erodere il tradizionale primato strategico israeliano negli Stati Uniti.

Nuuk è il cuore dell'Artico

La Groenlandia non è il Venezuela. Al di là delle minacce americane – più utili a negoziare che a colpire – occorre distinguere gli scenari, perché non esiste una logica unica da applicare ovunque. Da noi, invece, tutto questo produce stupore e reazioni scomposte. Eppure, la storia degli Stati Uniti è anche la storia di un’espansione continua, ottenuta tanto con la forza quanto con assegni, trattati e acquisizioni. Da qui nasce il paradosso: “difendere” la Groenlandia dall’America con contingenti di facciata, dentro un’architettura militare che in ultima istanza resta americana. È un cortocircuito che fotografa la frattura tra centro e periferia del blocco transatlantico, sempre più distanti per approccio e visione.

Una firma storica

L’accordo commerciale tra Mercosur ed Unione Europea ridefinisce gli equilibri geopolitici, segnando un passo strategico contro il protezionismo USA e la competizione cinese. Ma crescono resistenze politiche interne che potrebbero condizionare ratifica e impatto economico per molto tempo.

Béla Tarr, l’anti-Hollywood

Il regista ungherese, con il suo “cinema medioevale” dall’estetica austera e solenne, ha cercato tutta la vita d'indagare la condizione umana, senza mai scendere a patti con l’industria cinematografica.

Aldous Huxley a Teheran

Con un'ideologia esausta e una società che non si riconosce più nella rivoluzione, l’Iran degli ayatollah entra nel suo crepuscolo storico. La teocrazia sopravvive per inerzia, puntellata da repressione e mito identitario, mentre i pilastri di stabilità crollano. In un Medio Oriente riconfigurato, il tempo diventa il nemico più letale del Nezam, aprendo scenari di competizione regionale incontrollata e di fine dell’ordine post-rivoluzionario iraniano.

La spia che lavorava per Mosca

Ritratto di Aldrich Ames, morto il 5 gennaio 2026 a 84 anni, la talpa che per denaro vendette segreti statunitensi ai sovietici, sfruttando una innata propensione alla mediocrità. Una storia di tradimento senza ideologia, e di un mondo dove il confine tra lealtà e colpa si dissolve nel cinismo quotidiano della Guerra Fredda.

Parlare senza comandare

Dalla parola vuota del capo nelle società senza Stato descritte da Pierre Clastres alla politica contemporanea, in cui il discorso pubblico sopravvive mentre il potere si sposta altrove: un confronto antropologico per comprendere perché oggi si parla così tanto quando decidere non è più possibile.

Fabrizio Corona in the USA

Campione di visualizzazioni su Youtube, seppur ignorato dai circuiti ufficiali dell’informazione, Fabrizio Corona con l’ultima puntata di Falsissismo intitolata “Il prezzo del successo” è diventato paradossalmente il miglior alleato di Giorgia Meloni (che di recente lo aveva anche querelato per la diffusione di notizie false sul suo conto) e del suo governo ora che persino la Casa Bianca, tramite il consigliere di Trump, Paolo Zampolli, lo ha convocato a Washington.

Il ritorno della legge del più forte

Il blitz contro Maduro segna il ritorno esplicito della forza nelle relazioni internazionali. Dopo la guerra in Ucraina e la distruzione palestinese, anche il caso venezuelano appare paradigmatico. L’ONU sembra paralizzata, l’Europa fragile, mentre il mondo scivola verso un ordine instabile che richiama, per dinamiche e rischi, il clima geopolitico degli anni Trenta del Novecento.

Il suicidio spettacolarizzato

La morte dello streamer catalano Sergio Jimenez, consumata in diretta davanti a follower paganti, diventa un caso emblematico della società dello spettacolo digitale: fama di massa, profilazione, nichilismo e mercificazione delle identità si intrecciano fino a trasformare il corpo in contenuto e il sacrificio in intrattenimento, rivelando le derive antropologiche del tardo-capitalismo mediatizzato.
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