La propaganda necessaria

Nell’odierna società dell’informazione, la politica italiana e per esteso dell’intero continente europeo pare non reggere l’urto con la sempre più sofisticata e accattivante costruzione del consenso dei regimi rivali: qualche istruzione per rimediare alle falle del marketing politico a partire dall’analisi di Pietro Francesco Dettori nella sua ultima fatica, “Riconquistare le menti e i cuori. L’Occidente sul campo di battaglia digitale” (Rubbettino, 2026).

Una storia lunga tremila anni

Il conflitto israelo-palestinese non è una serie irrazionale di brutalità reciproche ma un fenomeno storico intellegibile. Con ragioni interne, più importanti delle strumentalizzazioni internazionali. Lo storico israeliano Ilan Pappé ha provato a ricostruirlo in "Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina. Dal 1882 a oggi" (Fazi Editore, 2024).

Alfonso Celotto: «Il potere sono io»

«Il potere è organizzazione, è gestione della vita umana, ma è anche — come racconto — quello dell'arbitro di calcio, quello del controllore del treno. Mentre il potere, inteso come potere pubblico, è l'organizzazione di uno Stato per il buon funzionamento di una Repubblica. Ci sono pertanto tanti poteri, ma il potere, per sua natura, è indefinibile. Dopo tanti anni io non riesco ancora ad avere una ricetta per dire che cosa sia.»

La classe operaia va all’inferno

Nell’epoca della "Great Resignation" dal mondo lavorativo, ovvero delle dimissioni di massa, per effetto del calpestamento continuo dei diritti sociali, l’erosione del Welfare, l’abbassamento retributivo e il venir meno dell’ideologia lavorista, Gavin Mueller col suo “Tecnoluddismo. Perché odi il tuo lavoro” (Nero, 2021) offre un contributo stimolante al dibattito.

Il fuoco che consuma

"Il fuoco di Prometeo. Intelligence e intelligenza artificiale" (Rubbettino, 2025), curato da Mario Caligiuri, affronta la sfida dell'intelligenza artificiale senza cedere né all'ottimismo facile né all'apocalisse: l'IA non minaccia l'uomo con la ribellione, ma con qualcosa di più sottile, l'assuefazione. E se la tecnica avanza senza una pedagogia all'altezza, ciò che si perde non è la libertà, ma la capacità stessa di desiderarla ancora.

La condizione megamoderna

La "Megamodernità" (Laterza, 2026) non rappresenta la fine della modernità, ma la sua intensificazione oltre ogni soglia critica. Patologia che potrebbe diventare cura. Vanni Codeluppi descrive un sistema che assorbe tutto trasformandolo in contenuto consumabile. È dunque ancora possibile opporsi?

Il segreto dell'arsenale

In "Venetians" (Sonzogno, 2026), Luca Josi e Allegra Scattaglia ricostruiscono una Serenissima priva di cartoline romantiche: crocevia burocratico e spietato dove la supremazia tecnica vale quanto la guerra per le informazioni, e dove il silenzio della Storia copre le urla nelle segrete di Palazzo Ducale. Un romanzo manzoniano nell'ambizione: parlare del presente attraverso il passato, senza mai tradire nessuno dei due.

Peter Thiel e la sua biblioteca di Babele

Girard, Bacon, Schmitt, Solovëv, Tolkien, Ratzinger: le letture dell'uomo più inaccessibile della Silicon Valley non si lasciano ridurre a nessun cliché. È un sistema coerente in cui apocalisse cristiana e libertarianesimo politico convergono verso un'unica domanda - come impedire la fine del dominio americano - e in cui il capitale non dissolve la metafisica, ma la amplifica fino alle sue conseguenze estreme.

Una storia di serpenti e dati

Immergersi nella lettura de “La città dei Serpenti” di Lorenzo Monfregola (Polidoro, 2025) è un’esperienza ipnotica che stimola il lettore da ogni punto di vista. Fin dalle prime pagine si rimane sorpresi da un’atmosfera avvolgente, trascinati dal ritmo disorientante di una narrazione stretta tra i fuochi del fanatismo e della tecnologia. L’Agente Kajus, protagonista e voce narrante, è ingranaggio di una società-macchina micidiale, nel quale il linguaggio e le azioni umane sono scandite da tempi e logiche matematicamente precise, funzionali a un equilibrio terribilmente fragile.

La tragedia dell'umanità

Con "Guerra e natura umana" (Il Mulino, 2025), Gianluca Sadun Bordoni ci conduce dove preferiremmo non guardare: dentro la natura violenta e inarrestabile dei Sapiens, da Gombe a Gaza, dall'Africa primordiale al tramonto dell'ordine mondiale. Un libro che non consola, ma illumina - e ci ricorda che la pace non è il destino dell'uomo, ma la sua eccezione più fragile.

Morire per overdose d'intrattenimento

Quarant'anni dopo, la profezia di Neil Postman enunciata in "Divertirsi da morire. Il discorso pubblico nell'era dello spettacolo" (Luiss University Press, 2025) sulla trasformazione del discorso pubblico in spettacolo è tanto veritiera quanto insufficiente nelle sue conclusioni: non è la società ad aver fatto indigestione di cultura massmediatica, ma i media ad aver divorato la realtà stessa.

La fine della cristianità

Dal tramonto della cristianità al ritorno del paganesimo: Chantal Delsol racconta la lunga ritirata della Chiesa e il nuovo orizzonte spirituale dell’uomo contemporaneo, tra nostalgie perdute e silenziosi testimoni del Vangelo.
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