La corsa all'aldilà

È in atto una competizione per riempire il vuoto trascendentale della civiltà occidentale. Dopo la deflagrazione del post-storicismo novecentesco; nel decennio delle sfide un’inattesa risacralizzazione e ricerca di senso mettono sotto i riflettori almeno tre possibili candidati. Si tratta del mito che accompagnerà gli occidentali nelle prossime sfide della contemporaneità.

Le origini della violenza

La violenza affonda le sue radici nella pretesa umana di interpretare e dominare il mondo. Ogni atto di interpretazione separa l’essere dalla sua eternità, generando conflitto. Solo la testimonianza del destino, che rinuncia al dominio, disinnesca la volontà violenta e apre all’eterno.

L'universo in settanta pagine

Nel 1929, H.P Lovecraft regala la propria visione del mondo ad uno scrittore suo ammiratore. "Potrebbe anche non esserci più un mondo" (Adelphi, 2025) è la prima traduzione della lettera in cui il Solitario di Providence offre la sua personale critica radicale a romanticismo, progresso e democrazia, e la proposta di un ordine per pochi, contro il caos indifferente della modernità.

I nuovi primitivi

Il ritorno del "pensiero magico" non è più una remota possibilità: di fronte alle nuove meraviglie della tecnica siamo come i primi uomini dinnanzi alla scoperta del fuoco. L’intelligenza artificiale è la magia del nostro tempo, quel fenomeno a cui tutti guardano e che tutti ammirano senza che nessuno si chieda cosa sia davvero.

Il limite ultimo della tecnica

L’apparato tecnico, anziché risolvere le contraddizioni, spesso le amplifica, le esaspera, proprio perché continua a fondarsi sul presupposto illusorio del divenire. Pretendere di ridurre l’essere ad oggetto della volontà, significa ignorare la natura ontologica del reale, cadere in una contraddizione insanabile, la quale si traduce, sul piano pratico, nel senso di smarrimento e nell’angoscia.

Umano, per sempre umano

Che ne sarà dell'uomo in un'epoca di progresso avanzato e di dominio della tecnica? Rileggere Dune di Frank Herbert, o il "Ciclo delle Fondazioni" di Isaac Asimov, ci aiuta a comprendere lo scenario più inquietante fra tutti: saremo disumanizzati solamente nella misura in cui ci lasceremo disumanizzare.

I nuovi consumatori di malvagità

La filosofa Lucrezia Ercoli ne "Lo spettacolo del male" (Ponte delle Grazie, 2024) inquadra le contraddizioni della società in cui viviamo indagando il nostro eterno rapporto con il male. Una volta di più, esso rivela la natura prismatica dell’essere umano, diviso tra attrazione e repulsione, identificazione e sete di vendetta. Emblematico è il personaggio di Alex di Arancia meccanica, all’interno del quale coabitano le storture e le conseguenze di una violenza sistemica esercitata ‘a fin di bene’ dal Potere. Violenza che oggi si traduce in controllo delle coscienze e dei comportamenti.

Il potere dei signori tecnofeudali

Il concetto teorizzato da Yanis Varoufakis - economista, scrittore ed ex ministro delle finanze greco - rappresenta l’idea che le grandi multinazionali del settore tecnologico, come Meta, Google, Amazon ed Apple, abbiano cambiato così tanto il panorama economico da averlo riportato ad un sistema feudale con tanto di signori, vassalli e servi della gleba.

L'atto creativo come cura

L’odierno capitalismo dell’immateriale dissocia l’Io dal mondo, piegandolo a mero esecutore di una prestazione continua. Per Byung-Chul Han i disturbi mentali proliferati da questo stato della contemporaneità sono il burnout, la sindrome da deficit dell’attenzione e iperattività, oltre all’aumento dei casi di depressione. Chi vive per dare una prestazione si esaurisce, si scava dentro pur di mostrarsi, intrattiene un rapporto con gli altri non per crescere e maturare ma per gareggiare, rifugge sé stesso per le opinioni esterne.

Le scritture nascoste nell'epoca digitale

La crittografia ha attraversato millenni come strumento di potere e ribellione, evolvendosi da codici spartani a software rivoluzionari. In bilico tra sicurezza nazionale e privacy individuale, rappresenta oggi il cuore della battaglia tra controllo statale e libertà civili nell'era digitale.

Le community notes sono la nuova verità

Le masse cercano di essere giornalistiche, esattamente come i giornalisti cercano di farsi massa: ecco da dove origina la diatriba tra "Fact Checking" e "Community Notes". Dalla vittoria del primo fenomeno avremo la realtà di domani, creata ancora prima che essa venga narrata. Rimarrà l'eterno problema di dove stia la verità e di come i social media debbano gestire le nuove frontiere della veridicità. Ben lontano dall'essere risolto.

Fame di mito

Nella crisi attraversata dagli ordini democratici sempre più spesso al cittadino comune viene a mancare il radicamento in un sistema di simboli condiviso: alle istituzioni e ai leader riesce impossibile costruire repertori di immagini forti che facciano da collante sociale. Urge che la politica si accompagni alla costruzione di miti condivisi per contrastare la sua perdita di credibilità.
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