La strada madre

Più che una semplice striscia d'asfalto, la Route 66 è il dispositivo narrativo che ha plasmato l’epica e il sogno americano. Nel suo libro "Route 66. Cent'anni on the road" (Odoya, 2026), il giornalista Claudio Castellacci si fa archeologo del mito, attraversando in punta di piedi un'arteria cancellata dalla modernità ma immortale nell'immaginario collettivo. Tra motel abbandonati e città fantasma nel deserto, il volume si rivela un reportage sospeso tra memoria e realtà. Una riflessione profonda sulle ferite del capitalismo e sulla forza della letteratura nel preservare ciò che il progresso tende a cancellare.

L'industria del conformismo

Murray Rothbard non indora la pillola. "I danni della scuola di stato" (Liberilibri, 2026) è un pamphlet che smonta la scuola pubblica e la descrive come istituzione omologante, antindividuale e surrettiziamente totalitaria. Tesi capaci di colpire dove fa male: in un sistema scolastico italiano sempre più burocratizzato, con livelli di apprendimento in caduta libera e una didattica che ostenta innovazione senza praticarla, il libro di Rothbard costringe a riflettere su un tema sistematicato ignorato.

Muhammad Ali contro ChatGPT

Con la pubblicazione del saggio breve “Platone nella Silicon Valley: Anima, Corpo, Intelligenza artificiale” (Ponte alle Grazie, 2026) il pensatore genovese, ex allievo di Jacques Derrida, cerca di sciogliere il nodo gordiano della nostra interazione con la tecnica più avanzata evitando facili scappatoie catastrofiste e scontate apologie che celebrano l’IA senza cercare di comprenderla.

Una colomba sopra San Pietro

Brando, alter ego di Tonino Bettanini, riemerge nella Siria devastata dalla guerra civile, tra monasteri cristiani, milizie jihadiste e un carceriere che è insieme nemico e protettore. Ma la liberazione è solo l'inizio: la storia di "Rapiti. Dalla Siria di Paolo alla Roma di Pietro" (Sagep, 2026) si sposta a Roma, dove ogni simbolo può diventare minaccia e ogni volto salvato potrebbe nascondere qualcosa di irrisolto. Un romanzo su come la guerra non finisca mai davvero, nemmeno quando si torna a casa.

Africa rossa

La presenza cinese in Africa non si spiega con la sola "trappola del debito", narrazione tanto cara in Occidente. "Africa Rossa" di Alessandra Colarizi (L'Asino d'oro edizioni, 2022) ricostruisce un progetto più vasto e più paziente, ovvero quello di un modello alternativo che non chiede riforme in cambio di investimenti, e che per questo sta vincendo la partita mentre altri continuano a perdere terreno.

Vilfredo Pareto e la menzogna necessaria

Mentre il mondo precipitava nell'abisso, Pareto prendeva appunti. Non su chi avesse ragione, ma su come tutti mentissero nello stesso modo. A distanza di un secolo - come si evince dalla lettura di "Guerra e propaganda. Piccolo manuale di controinformazione" (Settecolori, 2026) - gli ingranaggi che descrisse girano ancora: cambiano le parole e i nemici, cambia la velocità con cui le narrazioni si consumano. Ma le pulsioni profonde, quelle no.

C'era una volta il demone letterario

Il legame tra politica e letteratura ha alle spalle un passato nobile fatto di preziose e vicendevoli influenze. I grandi leader e capi di stato moderni, ma ancor prima re e imperatori, si sono sempre abbeverati alla fonte letteraria traendone la legittimazione e il fondamento del proprio potere. Oggi le cose sono molto cambiate. Il diplomatico Fernando Gentilini, in "I Demoni. Storie di letteratura e geopolitica" (Baldini Castoldi, 2023), si occupa proprio di questo cambiamento epocale. Il cui esito è tutto da immaginare.

La propaganda necessaria

Nell’odierna società dell’informazione, la politica italiana e per esteso dell’intero continente europeo pare non reggere l’urto con la sempre più sofisticata e accattivante costruzione del consenso dei regimi rivali: qualche istruzione per rimediare alle falle del marketing politico a partire dall’analisi di Pietro Francesco Dettori nella sua ultima fatica, “Riconquistare le menti e i cuori. L’Occidente sul campo di battaglia digitale” (Rubbettino, 2026).

Una storia lunga tremila anni

Il conflitto israelo-palestinese non è una serie irrazionale di brutalità reciproche ma un fenomeno storico intellegibile. Con ragioni interne, più importanti delle strumentalizzazioni internazionali. Lo storico israeliano Ilan Pappé ha provato a ricostruirlo in "Brevissima storia del conflitto tra Israele e Palestina. Dal 1882 a oggi" (Fazi Editore, 2024).

Alfonso Celotto: «Il potere sono io»

«Il potere è organizzazione, è gestione della vita umana, ma è anche — come racconto — quello dell'arbitro di calcio, quello del controllore del treno. Mentre il potere, inteso come potere pubblico, è l'organizzazione di uno Stato per il buon funzionamento di una Repubblica. Ci sono pertanto tanti poteri, ma il potere, per sua natura, è indefinibile. Dopo tanti anni io non riesco ancora ad avere una ricetta per dire che cosa sia.»

La classe operaia va all’inferno

Nell’epoca della "Great Resignation" dal mondo lavorativo, ovvero delle dimissioni di massa, per effetto del calpestamento continuo dei diritti sociali, l’erosione del Welfare, l’abbassamento retributivo e il venir meno dell’ideologia lavorista, Gavin Mueller col suo “Tecnoluddismo. Perché odi il tuo lavoro” (Nero, 2021) offre un contributo stimolante al dibattito.

Il fuoco che consuma

"Il fuoco di Prometeo. Intelligence e intelligenza artificiale" (Rubbettino, 2025), curato da Mario Caligiuri, affronta la sfida dell'intelligenza artificiale senza cedere né all'ottimismo facile né all'apocalisse: l'IA non minaccia l'uomo con la ribellione, ma con qualcosa di più sottile, l'assuefazione. E se la tecnica avanza senza una pedagogia all'altezza, ciò che si perde non è la libertà, ma la capacità stessa di desiderarla ancora.
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