Propagandisti inconsapevoli

"La guerra fredda culturale" di Frances Stonor Saunders (Fazi editore) svela come, nel secondo dopoguerra, la CIA abbia segretamente finanziato e orchestrato la promozione dell'avanguardia culturale occidentale (riviste, mostre d'arte, concerti, conferenze e intellettuali della sinistra non comunista) per contrastare l'influenza sovietica. Attraverso organizzazioni apparentemente indipendenti come il "Congress for Cultural Freedom", l'intelligence americana trasformò il mecenatismo artistico e letterario in una sofisticata strategia di propaganda e soft power, spesso all'insaputa degli stessi artisti e pensatori coinvolti.

La lunga agonia del fatto

In un mondo dove anche la verifica è sospetta, la verità non si cerca: si schiera. La realtà smette di essere terreno comune e diventa trofeo conteso, modellata da chi la grida più forte. I fatti, un tempo fondamento della convivenza, oggi si frantumano in bolle autoreferenziali. Non resta che chiedersi: non chi ha ragione, ma chi riesce ancora a far sembrare giusta la propria versione.

Il senso del martirio e noi

Il concetto di martirio non ha mai abbandonato l'anima del popolo russo, Il nostro invece sembra un martirio in comproprietà: noi ci mettiamo le idee, gli ucraini, la vita.

Il volto del nemico

Dal tipico eroismo in salsa hollywoodiana ad un pessimismo tutto nordeuropeo la minaccia geopolitica proveniente da Est è tornata protagonista dell’intrattenimento occidentale.

Psicologia dei media

Il linguaggio della propaganda sulla guerra in Ucraina, tra scissione, proiezione e paranoia, ricalca il meccanismo informativo nazionalista, solo che è la democrazia a dover essere difesa a tutti i costi dall’aggressione dei barbari.

Stultus H.G.

Non è necessario rendere stupidi gli esseri umani, basta solo farli restare tali.

La letteratura è propaganda

George Orwell ragiona sui legami tra arte e politica. “La propaganda, in un modo o nell’altro, si nasconde in tutti i libri”