La spia che lavorava per Mosca

Ritratto di Aldrich Ames, morto il 5 gennaio 2026 a 84 anni, la talpa che per denaro vendette segreti statunitensi ai sovietici, sfruttando una innata propensione alla mediocrità. Una storia di tradimento senza ideologia, e di un mondo dove il confine tra lealtà e colpa si dissolve nel cinismo quotidiano della Guerra Fredda.

Parlare senza comandare

Dalla parola vuota del capo nelle società senza Stato descritte da Pierre Clastres alla politica contemporanea, in cui il discorso pubblico sopravvive mentre il potere si sposta altrove: un confronto antropologico per comprendere perché oggi si parla così tanto quando decidere non è più possibile.

Fabrizio Corona in the USA

Campione di visualizzazioni su Youtube, seppur ignorato dai circuiti ufficiali dell’informazione, Fabrizio Corona con l’ultima puntata di Falsissismo intitolata “Il prezzo del successo” è diventato paradossalmente il miglior alleato di Giorgia Meloni (che di recente lo aveva anche querelato per la diffusione di notizie false sul suo conto) e del suo governo ora che persino la Casa Bianca, tramite il consigliere di Trump, Paolo Zampolli, lo ha convocato a Washington.

Il ritorno della legge del più forte

Il blitz contro Maduro segna il ritorno esplicito della forza nelle relazioni internazionali. Dopo la guerra in Ucraina e la distruzione palestinese, anche il caso venezuelano appare paradigmatico. L’ONU sembra paralizzata, l’Europa fragile, mentre il mondo scivola verso un ordine instabile che richiama, per dinamiche e rischi, il clima geopolitico degli anni Trenta del Novecento.

Il suicidio spettacolarizzato

La morte dello streamer catalano Sergio Jimenez, consumata in diretta davanti a follower paganti, diventa un caso emblematico della società dello spettacolo digitale: fama di massa, profilazione, nichilismo e mercificazione delle identità si intrecciano fino a trasformare il corpo in contenuto e il sacrificio in intrattenimento, rivelando le derive antropologiche del tardo-capitalismo mediatizzato.

Il possibile "effetto domino" dopo Caracas

La cattura di Nicolás Maduro pone importanti interrogativi sulla tenuta degli Stati nemici degli USA. Iran e Cuba appaiono come i casi più esposti: crisi economiche, proteste ricorrenti e isolamento internazionale mettono sotto pressione sistemi sempre più fragili, con possibili conseguenze su sicurezza energetica, stabilità regionale e sugli equilibri strategici tra Washington, Mosca e Pechino.

La fine della cristianità

Dal tramonto della cristianità al ritorno del paganesimo: Chantal Delsol racconta la lunga ritirata della Chiesa e il nuovo orizzonte spirituale dell’uomo contemporaneo, tra nostalgie perdute e silenziosi testimoni del Vangelo.

L'epoca dei protocolli

Pandemia, guerra, terrorismo: a ogni crisi rispondiamo con procedure sempre più rigide. Ma i protocolli rassicurano più di quanto preparino. Funzionano in condizioni normali, falliscono quando la realtà devia, lasciando sistemi efficienti ma fragili.

È l'energia che muove il mondo

Dietro conflitti e retorica morale si muove una logica strutturale: l’energia come infrastruttura dell’ordine globale. Stati Uniti, Russia e Venezuela sono nodi di un sistema che può essere governato solo includendo gli attori che ne rendono possibile la stabilità.

Hugo Chávez nel mirino

I bombardamenti statunitensi del 3 gennaio non rispondono solo a logiche militari, ma colpiscono deliberatamente l’eredità politica e simbolica di Hugo Chávez. L’attacco al suo mausoleo segnala la volontà di Washington di chiudere definitivamente la stagione chavista, riaffermando la propria egemonia in America Latina attraverso un’azione di forza dal forte valore storico e ideologico.

L’ombra lunga di Chávez sul tramonto venezuelano

Il Sud America, terra di rivoluzioni e carismi, trova nell’eredità di Hugo Chávez e nel suo successore Nicolás Maduro un esempio di come il populismo possa evolversi in autoritarismo. Dal sogno bolivariano al socialismo del XXI secolo, la leadership chavista ha alternato nazionalizzazioni e politiche economiche instabili, portando il Venezuela a una crisi economica e politica senza precedenti. Il regime di Maduro, tra repressione e sanzioni internazionali, continua a dividere il paese e a sconvolgere l’intera regione.

Vincere le guerre, perdere l'Impero

Dalla distruzione sistematica degli Stati ostili a Israele all’illusione di una sicurezza ottenuta con la forza, la strategia israelo-americana ha prodotto un Medio Oriente frammentato, avversari più compatti e alleanze sempre più instabili. A distanza di vent’anni, le vittorie militari si rivelano politicamente sterili, mentre l’egemonia occidentale si consuma.
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