Crisi incrociate nei Balcani

Tra scandali politici, pressioni anticorruzione, tensioni energetiche e fragilità istituzionali, la fine del 2025 conferma i Balcani occidentali come una regione attraversata da equilibri precari. Serbia, Albania, Kosovo e Bosnia-Erzegovina restano sospese tra riforme incompiute, polarizzazione interna e competizione geopolitica, con rilevanti ricadute sociali ed economiche.

Contro la tossicità

Un percorso tra etimologie fraintese, teorie psicologiche dimenticate e categorie morali usate come strumenti diagnostici. Per comprendere come la parola “tossicità” abbia contaminato il discorso pubblico fino a dissolvere la distinzione tra aggressività e violenza, lasciando il maschile senza orientamento e la cultura senza una grammatica capace di leggere le proprie forze.

Gli ingegneri del caos e le rivoluzioni colorate

L’opinionismo politico contemporaneo è attraversato da una febbre interpretativa: ogni falò di protesta, corteo nutrito o slogan in inglese viene immediatamente archiviato come “Rivoluzione Colorata”. È il naturale trionfo di un concetto che, avendo spiegato adeguatamente troppo, oggi non spiega più niente.

Sonnambuli sul bordo del precipizio

Il nuovo documento tattico americano, insieme al presunto leak che ne ha amplificato la portata politica, si inserisce in un quadro segnato da tensioni ibride tra Washington e le cancellerie europee, e da una crescente normalizzazione del rischio bellico. La distanza percettiva tra alleati, unita all’incapacità di leggere la profondità psicologica dei conflitti, espone il continente a scelte dettate più dall’inerzia che da una reale lucidità strategica.

La nuova era dei caccia

Dai progetti europei alle iniziative statunitensi e asiatiche, la corsa alla sesta generazione ridisegna la guerra aerea. Tecnologie stealth, reti di dati e collaborazioni internazionali trasformano i velivoli in nodi intelligenti di sistemi complessi. Con il GCAP, l’Italia investe nel futuro per garantirsi un ruolo centrale nello scenario industriale e strategico mondiale.

Le autostrade segrete sotto gli oceani

Nascosta sotto le acque si trova una cruciale rete di infrastrutture che definisce la sicurezza energetica, la stabilità economica e l'interdipendenza internazionale. Il controllo dei flussi di dati e gas è oggi un vantaggio geopolitico fondamentale, spingendo Paesi e operatori verso la diversificazione delle rotte e l'adozione di nuove tecnologie ibride.

Il desiderio di una pace ingiusta

Con l’uscita dell’ultima proposta di pace americana è calato il gelo tra i commentatori europei. L’impressione è che questa volta la realtà non sia più rimandabile, gli equilibri sul campo e le posizioni diplomatiche non più dissimulabili. La pace ingiusta non è più rifiutabile perché l’alternativa è una ancora più ingiusta. Per i massimalisti più irriducibili sono tutti traditori: americani voltagabbana, europei troppo timidi, ucraini che attaccano il leader per un innocuo malcostume (pertanto, sicuramente imbeccati da nemici esterni). Cosa attende invece chi accetta la realtà?

L’eredità invisibile di Shinzo Abe

Il mare, più della terra, definisce l’identità strategica del Giappone. Sotto la nuova guida di Sanae Takaichi, Tokyo rilegge l’eredità di Abe e prepara un nuovo ciclo di assertività militare per contenere l’espansione cinese. Tra demografia in declino, turismo soffocante e un sistema internazionale instabile, riemerge un Paese che non vuole più limitarsi alla difesa passiva, ma ritrovare centralità nel grande equilibrio indo-pacifico.

Folgorato sulla via del sovranismo

Un anno dopo il rapporto sulla competitività, Draghi riemerge come critico del modello europeo, denunciando mercantilismo tedesco, austerità e compressione salariale. Le sue ammissioni mettono in discussione le scelte dell’UE e dell’Italia, rivelando contraddizioni profonde. Il nuovo discorso apre interrogativi sulla responsabilità politica e sulla possibilità di una svolta industriale, mentre il paese accoglie tutto con disarmante passività, che riflette anni di errori strutturali e mancate scelte strategiche per l’Europa.

Zohran Mamdani non è una meteora

Nella società occidentale c’è un profondo cambio di paradigma in corso. Mentre la destra si normalizza per diventare establishment consolidato, specularmente la sinistra ha necessità di radicalizzarsi all’opposizione. New York non è l’America, ma soprattutto l’America non è l’Europa.

La metamorfosi marittima italiana

La nuova fase della postura marittima italiana culmina nel progetto di una portaerei a propulsione nucleare, previsto dal Documento Programmatico 2025-2027. Dopo l’esperienza del Cavour e del Trieste, l’Italia mira a consolidare la propria presenza tra Mediterraneo e Indo-Pacifico, rafforzando la cooperazione con Washington ma anche la capacità autonoma di proiezione, cardine della futura identità geopolitica del Paese.

Effetto Mamdani

Laddove in passato le alte sfere del Partito Democratico statunitense sono riuscite ad inquadrare la propria base in una struttura organizzativa a rigida vocazione gerarchica, neutralizzandone di volta in volta le istanze più spinte in favore di un moderatismo da molti percepito come letargico, la schiacciante vittoria di Zohran Mamdani dimostra in maniera plastica l’efficacia di un approccio bottom up, spontaneo e grassroots nel promuovere una linea politico-ideologica per diversi aspetti agli antipodi dell’ortodossia liberal.
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