Identikit della classe dirigente cinese

Il processo di selezione per entrare nel Partito Comunista Cinese dura fino a tre anni, passa attraverso indagini sul passato familiare, giuramenti solenni e monitoraggio ideologico costante. Gli aspiranti membri devono dimostrare di essere irreprensibili. È il filtro con cui Pechino forma la propria classe dirigente - e neutralizza in anticipo chiunque potrebbe diventare un problema.

Che cosa sono i cloud

Per trent'anni il digitale si è venduto come smaterializzazione: lessico etereo, estetica aerea, promessa di un sapere svincolato dalla gravità. Ma tutto solo per nascondere ciò che era in realtà: capannoni di cemento armato, cavi sul fondo del Mar Rosso, terre rare estratte in pochi paesi. Il 5 maggio l'ONU ha ammesso per la prima volta che il modello stesso ha raggiunto un limite. Due giorni dopo, un surriscaldamento negli USA ha mandato offline centocinquanta servizi in cascata. La concentrazione non è più negoziabile: si consolida per inerzia e si interrompe per esposizione.

Quanto costa la dipendenza dal dollaro

Da sette anni l'Irlanda tenta di criminalizzare il commercio con gli insediamenti israeliani illegali in Cisgiordania. La legge ha il sostegno trasversale del parlamento, il parere favorevole del Procuratore Generale e la legittimazione della Corte Internazionale di Giustizia. Eppure resta in stallo: Dublino ospita i data center di Google, Amazon e Meta, Apple e Pfizer pagano le tasse lì, e Washington ha già fatto sapere che ci sarebbero conseguenze qualora iniziative venissero intraprese.

Il giornalismo della sorveglianza

Una scatola da scarpe in orbita può documentare crimini di guerra, smontare versioni ufficiali e mappare villaggi rasi al suolo prima che qualsiasi reporter arrivi sul posto. La nuova generazione di satelliti commerciali ha trasformato la sorveglianza dall'alto in uno strumento giornalistico potente e accessibile. Il problema è che nessuna norma tiene il passo con ciò che siamo già in grado di vedere.

La guerra cognitiva si combatte con il Fentanyl

Dal papavero sumero al soma di Huxley, dall'eroina usata dai servizi di intelligence negli anni Settanta al Fentanyl dei cartelli messicani: il rapporto tra potere e sostanze che alterano la mente è antico quanto la civiltà. Ogni epoca ha il suo veleno. La nostra ne ha trovato uno che arriva a domicilio come un pacco Amazon e colpisce la volontà prima ancora del corpo.

Tutti gli Occidenti possibili

Il solco aperto da Trump con tutti gli alleati europei, e infine anche con l’Italia, invita ad una riflessione più profonda. Sulle due sponde dell’Atlantico, diverse idee di Occidente, diverse idee di Europa. Meloni cerca di tenere assieme le due anime, mostrandosi contemporaneamente europeista e filoamericana, sebbene in patria la vorrebbero nazionalista. Un equilibrismo fra estremi difficile da mantenere. All’indomani del fallimentare bilaterale con Rubio è venuta la Giornata dell’Europa: un invito a scoprire e confrontare i molteplici percorsi paralleli che la Premier cerca di abbracciare simultaneamente.

Leone XIV, un anno dopo

Dalla politica estera ai fronti interni, l’eredità di Francesco non si annunciava di facile gestione. E così è stato, nonostante la tempra (inaspettata) di un Pontefice inedito. Il primo anno di Robert Prevost è stato tutt'altro che un rodaggio tranquillo. Il Papa americano, salito al soglio di Pietro l'8 maggio 2025, che molti immaginavano inoffensivo, si sta rivelando il più scomodo degli interlocutori.

Il piatto piange

Metà dell'umanità si nutre grazie ai fertilizzanti azotati di sintesi. E quasi la metà dell'export mondiale di urea transita da un pugno di paesi del Golfo Persico, gli stessi che la crisi di Hormuz ha paralizzato. Così quarantacinque milioni di persone si ritrovano sull'orlo di una crisi alimentare. Una filiera costruita per funzionare in tempi di pace, diventa, in tempi di guerra, un moltiplicatore di problemi.

Piccoli reattori nucleari e sovranità energetica

Gli SMR - Small Modular Reactors - sono la grande promessa del ritorno al nucleare europeo: reattori compatti, modulari, pensati per liberarsi dalla volatilità delle forniture esterne. Ma la filiera, così come know-how e tecnologia, restano in mani altrui. L'Italia rientra nel gioco per via amministrativa, senza un vero dibattito pubblico. La finestra per contare davvero si sta chiudendo.

Cosa sta succedendo in Mali

La perdita di Kidal segna un passaggio critico nella crisi maliana e ridefinisce la postura russa nel Sahel. La ritirata dell’Africa Corps evidenzia una strategia più selettiva, mentre attori jihadisti e tuareg sfruttano l’erosione del controllo statale. Ne emerge un sistema più frammentato, in cui sicurezza, risorse e alleanze si riorganizzano secondo logiche fluide, mettendo sotto pressione l’intero impianto regionale costruito negli ultimi anni.

Russi e ucraini combattono anche nel Mediterraneo

Una gasiera russa colpita da un barchino esplosivo ucraino nel Mediterraneo centrale, duecento militari di Kiev dislocati tra Misurata e Zawiya, istruttori ucraini a fianco dei ribelli tuareg nel Sahel: il conflitto si estende fino al giardino di casa italiano. Mentre Mosca consolida la propria presenza nel Fezzan e Eni annuncia nuove scoperte di gas al largo della Tripolitania, Roma si ritrova spettatrice in un teatro che non può permettersi di ignorare.

Il campo largo non è un progetto politico

La politica italiana ha sempre dimostrato una capacità di adattamento sconfinata: coalizioni incoerenti tenute insieme dal magnetismo del potere, una classe dirigente occasionata più che edificata, vincoli esterni che definiscono a priori il perimetro del praticabile. Modalità di gestione del potere che hanno garantito stabilità finché anche il contesto lo era. Ora che l'ordine internazionale cambia struttura, quella stessa resilienza rischia di diventare il moltiplicatore della sua rigidità.
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