Il campo largo non è un progetto politico

La politica italiana ha sempre dimostrato una capacità di adattamento sconfinata: coalizioni incoerenti tenute insieme dal magnetismo del potere, una classe dirigente occasionata più che edificata, vincoli esterni che definiscono a priori il perimetro del praticabile. Modalità di gestione del potere che hanno garantito stabilità finché anche il contesto lo era. Ora che l'ordine internazionale cambia struttura, quella stessa resilienza rischia di diventare il moltiplicatore della sua rigidità.

Il senso della Lega Nord

Umberto Bossi non inventò il malcontento del nord: lo trovò già pronto, lo tradusse in linguaggio politico e lo portò fin dentro le istituzioni che aveva giurato di distruggere. Gianfranco Miglio gli aveva fornito l'architettura teorica, ovvero il federalismo, le macroregioni, la critica dello Stato unitario. Ma quando si trattò di scegliere tra riformare il sistema ed entrarvi, Bossi scelse il potere. Fu l'origine dei suoi problemi e di quelli della sua creatura.

Peter Mandelson al centro della rete

Le notizie degli ultimi mesi - su tutte il caso Mandelson, ma anche i fatti di Cipro - offrono spunti interessanti per ragionare sulla contraddizione strutturale della postura internazionale britannica. Un'influenza globale costruita su reti informali e infrastrutture oscure che, nel momento dell'esposizione, smettono di essere risorse e diventa fonte di vulnerabilità.

L'importanza dello Stretto di Hormuz

Nel crocevia infuocato tra Teheran e Tel Aviv, lo Stretto di Hormuz assume un ruolo cruciale: leva simbolica e minaccia strategica, capace di ridefinire gli equilibri globali. Con l’ombra lunga del conflitto e il peso della diplomazia, Pechino si trova stretta tra dottrina e necessità. È qui che l’Iran scommette sul caos per guadagnare centralità, mentre il mondo assiste all’emergere di un nuovo asse di tensione planetaria.

The Line non si fa più

Il progetto saudita di una città-muro lunga 170 km nel deserto, di cui vi parlavamo già nel 2023, rischia di non completarsi mai. Ma non importa: i suoi rendering virali sui social l'hanno già resa reale come simulacro digitale. Mentre tre membri della tribù Howeitat sono stati condannati a morte per essersi opposti alle espropriazioni, il glamour architettonico del loop prevale sui fatti, incarnando il trionfo definitivo dell'immagine sulla realtà.

Una firma storica

L’accordo commerciale tra Mercosur ed Unione Europea ridefinisce gli equilibri geopolitici, segnando un passo strategico contro il protezionismo USA e la competizione cinese. Ma crescono resistenze politiche interne che potrebbero condizionare ratifica e impatto economico per molto tempo.

Fino a che punto conta il diritto internazionale

Dalla prima referral per il Darfur alla crisi libica del 2011, il dispositivo del Consiglio di Sicurezza verso la Corte Penale Internazionale rivela la trasformazione del diritto in spettacolo: uno strumento politico che estetizza la colpa, legittima la forza e produce immagini più che giustizia. La giurisdizione universale diventa teatro mediatico, simulacro d’un ordine morale incapace di agire, residuo della sovranità liberale post-Guerra Fredda.

Opalescenza strategica africana

L’Africa si impone come nuovo pivot geopolitico, non più pedina del Risiko globale ma attore autonomo. Già Céline ne aveva colto l’opacità quotidiana, irriducibile a categorie eurocentriche. Oggi questa opalescenza strategica rivela tattiche leggibili ma logiche profonde inaccessibili. L’Occidente, imprigionato nei suoi schemi coloniali e postcoloniali, deve rinnovare strumenti e linguaggi per comprendere un continente che ridisegna i propri confini politici, economici e culturali.

Le contraddizioni dell'Italia balneare

Il mare italiano, da sempre specchio sociale e culturale, oggi rivela la crisi della villeggiatura, la contrazione del turismo balneare e la perdita di centralità strategica. Tra erosione industriale, capitali stranieri e vulnerabilità mediterranee, l’Italia rischia di ridursi a cartolina turistica, incapace di trasformare memoria e narrazione in autentica proiezione geopolitica.

Il ruolo del sionismo cristiano

Israele scommette sul sostegno evangelico americano, trasformando la fede in geopolitica. Ma questa dipendenza rischia di isolare lo Stato ebraico, intrappolato tra profezie bibliche e un realismo strategico che si sgretola sotto il peso di una violenza inarrestabile.

Pierbattista Pizzaballa di Terra Santa

La presenza del Cardinale Pizzaballa e di Teofilo III a Taybeh il 14 luglio si inserisce in una cornice più ampia: non è un gesto che mira a ottenere risultati immediati, ma una testimonianza di quella “presenza” che costituisce il cuore stesso del patriarcato gerosolimitano. In un mondo che misura tutto sull'efficacia e sui risultati, la Chiesa di Terra Santa testimonia un'altra logica: quella della fedeltà, della permanenza, della resistenza spirituale che trasforma la storia non attraverso la forza, ma attraverso la capacità di rimanere.

Crocevia Niger

Il Niger costringe l’Europa a guardarsi allo specchio. Il consueto discorso universalista dell’Illuminismo si svuota se non si traduce in sicurezza condivisa e riconoscimento di sovranità altrui. Se Bruxelles non rilegge Niamey come attore pienamente politico – e non più come posto di blocco desertico – il moto di Agadez continuerà a rifluire verso il Mediterraneo, accelerando una crisi di proiezione già in atto.