Sullo stato mentale delle nuove generazioni

Il 59% dei giovani italiani tra 18 e 24 anni vive in uno stato di stanchezza emotiva o difficoltà attiva nel gestire il quotidiano, tredici punti sopra la media globale. L'uso di psicofarmaci tra bambini e adolescenti è più che raddoppiato in quattro anni. Il 38% degli under 35 si fida più di un chatbot che di uno psicologo. Dietro questi numeri c'è una società che ha smantellato i legami comunitari e ridotto ogni persona a ingranaggio del mercato.

La rivoluzione woke è compiuta

Alexandria Ocasio-Cortez che liquida il primo ciclo woke come "folle" segue un antichissimo copione, di una logica secolare. Da sempre lo Stato assorbe le radicalizzazioni e le ufficializza, poi le svuota e le restituisce addomesticate. I Democratici non hanno cambiato rotta per convinzione, ma perché questo meccanismo politico ha ormai compiuto il suo corso.

A Mosca i bambini dicono "six seven"

Oltre la cortina di ferro si cantano ancora le band inglesi, i cinema si riempiono di blockbuster piratati e McDonald's ha cambiato nome ma non i panini. Il Cremlino sa che il dominio culturale occidentale è incontrastato. L'industria americana sforna meme, popstar e format televisivi senza fermarsi un giorno, e nessun sistema di potere ha ancora trovato il modo di resisterle davvero.

Lo strano caso delle agenzie d'informazione

Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Novanta, Roma pullulava di bollettini dattiloscritti dalle tirature irrisorie, ma con lettori selezionatissimi. Erano destinati a funzionari, politici e uomini dei servizi. Li finanziavano correnti democristiane, socialiste, lobby economiche e apparati di intelligence. Erano strumenti di ricatto e canali per far circolare veline. Un sistema di potere parallelo, quasi invisibile, che ha accompagnato tutta la Prima Repubblica.

Andrea Minuz: «La destra italiana ha prodotto in questi anni un'enorme quantità di dibattito sull'egemonia e pochissima cultura degna di imporsi per forza propria»

«Del resto, non è mica facile: questi sono lavori di lungo periodo, e i progetti di lungo periodo e la politica oggi non vanno d’accordo. Tutto si consuma subito: slogan, annunci, proclami, post su Instagram»

Sulla natura informale del potere

Il potere non coincide né con la fantasia paranoica di una regia onnisciente né con la rappresentazione rassicurante di un sistema trasparente. Opera più spesso in una zona intermedia, fatta di ambienti, linguaggi, accessi, selezioni e conformismi che non devono comandare apertamente per orientare il plausibile e delimitare il dicibile.

Una società che si nutre di violenza

Una donna aggredita a cinghiate su un autobus ad Alessandria, ripresa da smartphone senza che nessuno intervenisse. Quella che potrebbe sembrare mera insensibilità è semplicemente la logica dello spettacolo integrato nella vita, dove la violenza diventa contenuto da condividere, il dolore altrui si trasforma in eccitamento e chi filma è, a sua modo, altrettanto vittima di chi subisce.

Una società senza adulti

L'Australia ha bandito i social ai minori di sedici anni e in tanti hanno indicato questa misura come modello per bloccare pericolose derive tecnologiche. Ma censurare non equivale ad introdurre qualcuno alla vita adulta, che ad oggi non esiste. Il rito di passaggio non c'è, l'approdo verso la maggiore età è un vuoto che nessun filtro potrà mai colmare.

Le Università pagano il conto della pandemia

La prestigiosa University College London è la prima a immolarsi: class action quasi miliardarie, 170mila studenti scottati dagli strumenti a loro forniti durante il periodo del Covid19, e una potenziale lunga striscia di cause simili pronte a fioccare. Il conto per le misure adottate durante la pandemia sta per essere presentato.

Vanni Codeluppi: «Il gossip è il grande collante che tiene insieme tutti i sottosistemi sociali.»

«Jean Baudrillard parlava dell’entropia della struttura del sistema sociale, del collasso, diceva lui, della struttura classica della modernità che i grandi sociologi avevano studiato e messo a fuoco. Baudrillard diceva che essa era andata in crisi perché i confini tra un sottosistema e l’altro si erano indeboliti. Per questo noi oggi fatichiamo a distinguere che cos'è parte di un mondo specifico, per esempio economico, politico o di spettacolo. Tutto è sempre più rimescolato.»

Parlare senza comandare

Dalla parola vuota del capo nelle società senza Stato descritte da Pierre Clastres alla politica contemporanea, in cui il discorso pubblico sopravvive mentre il potere si sposta altrove: un confronto antropologico per comprendere perché oggi si parla così tanto quando decidere non è più possibile.

Il suicidio spettacolarizzato

La morte dello streamer catalano Sergio Jimenez, consumata in diretta davanti a follower paganti, diventa un caso emblematico della società dello spettacolo digitale: fama di massa, profilazione, nichilismo e mercificazione delle identità si intrecciano fino a trasformare il corpo in contenuto e il sacrificio in intrattenimento, rivelando le derive antropologiche del tardo-capitalismo mediatizzato.
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