La costrizione alla grande politica

La riflessione di Friedrich Nietzsche sul tragico destino dell’Europa, messo a repentaglio dalle fratture interne e dalle minacce esterne, contenuta nel sesto capitolo dell’opera “Al di là del bene e del male” appare quanto mai profetica, considerando che dopo più di un secolo il Vecchio Continente si trova ancora nella medesima situazione. Ora non c’è più possibilità di scelta, ma per preservare la propria esistenza è necessario agire, altrimenti il rischio è quello di scomparire per sempre, dopo decenni di sonnolenza.

Peter Mandelson al centro della rete

Le notizie degli ultimi mesi - su tutte il caso Mandelson, ma anche i fatti di Cipro - offrono spunti interessanti per ragionare sulla contraddizione strutturale della postura internazionale britannica. Un'influenza globale costruita su reti informali e infrastrutture oscure che, nel momento dell'esposizione, smettono di essere risorse e diventa fonte di vulnerabilità.

Una storia di serpenti e dati

Immergersi nella lettura de “La città dei Serpenti” di Lorenzo Monfregola (Polidoro, 2025) è un’esperienza ipnotica che stimola il lettore da ogni punto di vista. Fin dalle prime pagine si rimane sorpresi da un’atmosfera avvolgente, trascinati dal ritmo disorientante di una narrazione stretta tra i fuochi del fanatismo e della tecnologia. L’Agente Kajus, protagonista e voce narrante, è ingranaggio di una società-macchina micidiale, nel quale il linguaggio e le azioni umane sono scandite da tempi e logiche matematicamente precise, funzionali a un equilibrio terribilmente fragile.

La via per l'Armageddon

La guerra contro l’Iran viene presentata pubblicamente come una scelta finalizzata a contenere il suo programma nucleare e, indirettamente, indebolire la Cina. Ma questa non è l’unica dimensione in gioco. In una parte rilevante della società americana, il Medio Oriente è letto attraverso una griglia escatologica che lega Israele, Armageddon e il ritorno di Cristo.

Garlasco, o della coazione a ripetere

La cronaca nera come dispositivo narrativo permanente della televisione italiana. Il caso Garlasco diventa il paradigma di una macchina mediatica incapace di fermarsi. Come nella teoria freudiana della coazione a ripetere, il mezzo televisivo replica all’infinito lo stesso racconto, trasformando il vuoto informativo in intrattenimento e sacrificando verità, complessità e creatività sull’altare dell’audience.

Grandi eventi, piccola Storia

La rivoluzione storiografica di Marc Bloch e Lucien Febvre: dalle manifestazioni superficiali alle correnti profonde. Un punto di vista che interroga anche la geopolitica.

La necessità di un gasdotto transahariano

Con il bando europeo al gas russo e la svolta diplomatica di Algeri nel febbraio 2026, il Trans-Saharan Gas Pipeline si trasforma in priorità strategica. Attraverso il Piano Mattei, l'Italia punta a diventare il cuore del nuovo hub energetico mediterraneo: 4.128 chilometri che trasportano, oltre al gas, un modello inedito di co-sviluppo tra Africa ed Europa.

Scacco all'egemone

Fallita la guerra-lampo in Iran inizia il conto alla rovescia sul reciproco logoramento. La nomina a Guida Spirituale del figlio di Khamenei dimostra la volontà di non cedere mentre Teheran tiene saldamente il controllo dell’escalation. Una pessima notizia per gli strateghi del Pentagono.

Le Università pagano il conto della pandemia

La prestigiosa University College London è la prima a immolarsi: class action quasi miliardarie, 170mila studenti scottati dagli strumenti a loro forniti durante il periodo del Covid19, e una potenziale lunga striscia di cause simili pronte a fioccare. Il conto per le misure adottate durante la pandemia sta per essere presentato.

Il narcotraffico è mobilità sociale

Morto un capo, se ne fa un altro: il Messico dei cartelli non conosce decapitazione, solo metamorfosi. Dal fentanyl cinese alle criptovalute del riciclaggio, dalla Malinche presidenziale stretta tra Trump e Pechino all'idra immortale del CJNG. Mentre i preti di frontiera cadono e i Mondiali si avvicinano, il labirinto di Paz non ha ancora trovato la sua via d'uscita.

La tragedia dell'umanità

Con "Guerra e natura umana" (Il Mulino, 2025), Gianluca Sadun Bordoni ci conduce dove preferiremmo non guardare: dentro la natura violenta e inarrestabile dei Sapiens, da Gombe a Gaza, dall'Africa primordiale al tramonto dell'ordine mondiale. Un libro che non consola, ma illumina - e ci ricorda che la pace non è il destino dell'uomo, ma la sua eccezione più fragile.

Indecisione all'italiana

L’allargarsi del conflitto mediorientale oltre i suoi confini mette a nudo una volta di più il più grande limite dell’Italia: l’incapacità di scegliere. In preda a timori di ogni sorta, si rimane immobili di fronte al caos. In queste condizioni, il problema non è quale decisione prendere, ma se si sia ancora disposti a prenderne una.
Pagina 7 di 125