Lo strano caso delle agenzie d'informazione

Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Novanta, Roma pullulava di bollettini dattiloscritti dalle tirature irrisorie, ma con lettori selezionatissimi. Erano destinati a funzionari, politici e uomini dei servizi. Li finanziavano correnti democristiane, socialiste, lobby economiche e apparati di intelligence. Erano strumenti di ricatto e canali per far circolare veline. Un sistema di potere parallelo, quasi invisibile, che ha accompagnato tutta la Prima Repubblica.

La diplomazia parallela di Jeffrey Epstein

Tra i milioni di documenti pubblicati su Jeffrey Epstein emerge un suo ritratto inusuale: non solo predatore sessuale, infatti, ma anche connettore informale tra presidenti dell'ONU, ministri degli Esteri, uomini d'intelligence saudita, e rampanti politici europei. Nessun ruolo e nessuna coerenza, un solo principio cardine: chi entrava nella sua rete diventava utile, ricattabile o entrambe le cose.

La proiezione cristiana dell'Ungheria è ad un bivio

Per quasi un decennio Budapest ha finanziato ospedali, scuole e chiese tra Siria, Iraq e Nigeria, costruendo una rete di influenza sulle minoranze cristiane mediorientali che nessun altro paese occidentale aveva saputo o voluto costruire. Orban è caduto e il nuovo premier Peter Magyar deve ora decidere se ereditare questa proiezione geopolitica o abbandonarla. Le comunità cristiane d'Oriente aspettano una risposta.

Il Risorgimento è dimenticato

Appunti su una mancata politica storico-culturale: gli ottant'anni della Repubblica sono passati quasi inosservati, la targa inaugurata a Modena ha celebrato chi si oppose all'unificazione, i musei del Risorgimento sono vuoti. Mentre la Francia porta Marc Bloch al Pantheon e l'Iran inaugura statue di Shapur I, l'Italia ha smesso di raccontarsi. Senza un racconto condiviso, non c'è classe dirigente - solo una costellazione di corporazioni tribali che si autotutela.

Rivoluzione corsa

Dai fischi alla Marsigliese con Jacques Chirac presente alla morte in carcere di Yvan Colonna, dalla guerriglia del FLNC ai nazionalisti al governo dell'isola: la Corsica non ha mai smesso di resistere al centralismo francese. Oggi il percorso verso l'autonomia è formalmente avviato, ma il cammino è tortuoso, lo scetticismo diffuso e le linee di frattura ben visibili. Parigi concede poco e tardi, l'isola non dimentica.

Cronistoria dei dossieraggi all'italiana

La nostra storia repubblicana è costellata di archivi paralleli e informazioni mai protocollate usate come leva di ricatto tra politici e faccendieri. I metodi cambiano, gli strumenti si aggiornano, i protagonisti si avvicendano, ma la sostanza è rimasta sempre la stessa: chi controlla i fascicoli, controlla il potere.