Classe 1991, vive e lavora in Salento. È un ricercatore universitario e docente di Intermediari e Mercati Finanziari, giornalista freelance e poliglotta. Si occupa di relazioni tra Occidente e Oriente, di innovazione e sostenibilità e condivide riflessioni in campo economico. Ha collaborato per due anni con il Giornale e con il progetto editoriale "Gli Occhi della Guerra". Appassionato di dettagli e di questioni di principio.

Ascesa e caduta del pop-ulismo

L'immortalità in politica si conquista nel tempo di una generazione. Per questo vince sempre la Diccì.

La battaglia per il Centro

Con la fine del populismo sta tornando progressivamente la vecchia polarizzazione. A destra e a sinistra è tutto occupato, per questo la battaglia si gioca al Centro. Infatti l'asse Conte - Di Maio lavora dietro le quinte.

Sandro Teti

"Ho nostalgia del cielo terso di fine giugno, delle chiacchierate infinite davanti al tè o alla vodka. Ho nostalgia del treno, sono stato due volte in treno in Urss, due volte in nave. Da Odessa c’era un servizio di linea Odessa-Venezia. Era impressionante ai tempi fare quella lunga traversata, con quegli ambienti e quelle situazioni quasi da romanzo. Ho nostalgia del treno, di quei tempi lunghi, come di quei sapori e odori che sono spariti anche nella Russia di adesso. Ho nostalgia dell’odore di quelle Papirosi (marca di sigarette, ndr), con quel tabacco di infima qualità che era diffusissimo nel Paese. Un Paese al quale sono indissolubilmente legato, e di cui continuo a studiare la storia".

Franceschini connection

Da tempo incollato agli scranni del Mibact, Franceschini ha avuto un ruolo di primissimo piano nella costruzione dell'attuale governo e ora si prepara a contendere la leadership a Zingaretti.

La politica neo-ottomana nuoce all'Europa

La strategia geopolitica di Erdogan mette a repentaglio gli interessi italiani ed europei. La colpa, però, è la mancanza di una strategia europea equa e condivisa, che ha sfavorito i Paesi meridionali tagliando fuori la Russia dalla partita energetica, e favorito le azioni sconsiderate della Francia e degli Usa per l’eliminazione di Gheddafi.
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