Cronistoria dei dossieraggi all'italiana

La nostra storia repubblicana è costellata di archivi paralleli e informazioni mai protocollate usate come leva di ricatto tra politici e faccendieri. I metodi cambiano, gli strumenti si aggiornano, i protagonisti si avvicendano, ma la sostanza è rimasta sempre la stessa: chi controlla i fascicoli, controlla il potere.

L'Italia che si svuota

Gli italiani residenti all'estero sono oltre il 10% della popolazione nazionale: primo posto nell'Unione europea per numero di emigrati. Non partono solo i giovani in cerca di esperienza, ma professionisti nel pieno della carriera, dottori di ricerca formati a spese pubbliche, famiglie che cercano certezze altrove. Il costo per le casse dello Stato supera i 25 miliardi l'anno. E nessuna politica finora ha saputo invertire la rotta.

Da Ceccano la sfida italiana per le terre rare

A Ceccano (provincia di Frosinone) nasce uno dei primi impianti europei dedicati al recupero delle terre rare dai rifiuti elettronici, trasformando magneti dismessi e RAEE in una risorsa strategica per l’industria continentale. Dietro una notizia apparentemente locale s'intravede una questione globale: ridurre la dipendenza dalla Cina, rafforzare l’autonomia europea nelle materie prime critiche e ripensare le città come miniere urbane da cui estrarre il valore nascosto della transizione energetica e digitale.

Televisione ultimo atto

Un tempo era il sogno di chiunque volesse fama e denaro. Oggi i suoi ex protagonisti guadagnano di più vendendo sui social. Il mezzo televisivo è morto per mancanza di coraggio, di idee e di qualcuno disposto a rischiare qualcosa, mentre i dirigenti restano inamovibili sulle loro poltrone di ecopelle. Il paziente è in fin di vita, nessuno lo vuole rianimare, e l'unica cosa che lo tiene cosciente si chiama Sanremo.

Effetto Sigonella

Il non-accordo tra Stati Uniti e Iran e l’alterco tra Meloni e Trump sono due manifestazioni, su scale diverse, della medesima crisi dell’egemonia americana. Il primo mostra l’incapacità di Washington di ristabilire l’ordine che pretende di garantire; il secondo certifica che gli Stati Uniti non intendono affatto abbandonare il continente, ma faticano ormai a far valere la gerarchia atlantica con la naturalezza di un tempo. Le letture superficiali offerte dalla cronaca in tempo reale alimentano soltanto la confusione e aggravano l’inconsapevolezza degli italiani, riducendo a schermaglia personale ciò che invece riguarda la struttura profonda del rapporto tra Roma e Washington.

Il pride del Generale

Nel mese del Gay Pride, in Futuro Nazionale riemerge il nuovo orgoglio degli Anni Venti: la rivoluzione del piccolo-borghese dimenticato, di chi si percepisce scarto della società, espulso dalla sua classe sociale. Come Trump, Salvini, e tanti altri prima di lui, Roberto Vannacci punta fieramente sulla schiuma della terra e sui rifiuti della società. Coglie così uno dei sintagmi fondamentali della sintassi politica odierna: in un mondo in cui le opportunità sono infinite, la maggioranza rimane mediocre.

Una colomba sopra San Pietro

Brando, alter ego di Tonino Bettanini, riemerge nella Siria devastata dalla guerra civile, tra monasteri cristiani, milizie jihadiste e un carceriere che è insieme nemico e protettore. Ma la liberazione è solo l'inizio: la storia di "Rapiti. Dalla Siria di Paolo alla Roma di Pietro" (Sagep, 2026) si sposta a Roma, dove ogni simbolo può diventare minaccia e ogni volto salvato potrebbe nascondere qualcosa di irrisolto. Un romanzo su come la guerra non finisca mai davvero, nemmeno quando si torna a casa.

L'uomo e il silicio

Dall’invenzione del primo microprocessore al pensiero sulla coscienza, Federico Faggin incarna lo slancio geniale dell’innovazione italiana nel mondo. Fisico, pioniere del silicio e filosofo dell’informazione, ha trasformato l’elettronica e ridefinito il rapporto tra mente e macchina. Una vita tra Vicenza, la Silicon Valley e le profondità dell’essere, sempre con lo sguardo rivolto a ciò che viene dopo.

I problemi di un modello basato sull'export

Un primato statistico celebrato come svolta storica rivela in realtà i limiti strutturali di un’economia fortemente aperta, esposta a shock geopolitici e commerciali. Tra dati parziali, dipendenza dai beni fisici e debolezza nei servizi avanzati, il nodo centrale diventa la sostenibilità di un modello fondato sull’export in un mondo sempre meno cooperativo.

Vincenzo Susca: «Siamo passati dalla politica-spettacolo alla politicizzazione dello spettacolo. Negli ultimi trent’anni estetica ed emozione hanno conquistato una posizione centrale nella politica»

«Sopravvivere significa stare sopra. Significa controllare, verificare, governare, avere ancora una possibilità di azione nel medio-lungo periodo. La sottovivenza, invece, è la condizione contemporanea in cui stiamo sotto. Ci siamo rimasti sotto. Non controlliamo più nulla: siamo controllati. Non agiamo: siamo agiti. Non pensiamo: siamo pensati»

Tutti gli Occidenti possibili

Il solco aperto da Trump con tutti gli alleati europei, e infine anche con l’Italia, invita ad una riflessione più profonda. Sulle due sponde dell’Atlantico, diverse idee di Occidente, diverse idee di Europa. Meloni cerca di tenere assieme le due anime, mostrandosi contemporaneamente europeista e filoamericana, sebbene in patria la vorrebbero nazionalista. Un equilibrismo fra estremi difficile da mantenere. All’indomani del fallimentare bilaterale con Rubio è venuta la Giornata dell’Europa: un invito a scoprire e confrontare i molteplici percorsi paralleli che la Premier cerca di abbracciare simultaneamente.

Simone Berni (Il cacciatore di libri): «Il vero oggetto di culto non è il libro: è il bisogno di chiamarlo raro»

«La nicchia della ricerca di libri introvabili è fatta di gente che si crede in possesso di un segreto, ma che spesso si trova in mano solo una serie di illusioni auto-indotte: il libro come oggetto-feticcio, la rarità come valore assoluto, l’appartenenza come pedigree. Nei miei libri, specialmente nell’ultimo (Avventure di un cacciatore di libri - Luni, 2025), contesto proprio questo: il mito del libro raro, costruito da un mercato che si autoalimenta»
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