L'eterno male italiano

La morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492 fu il segnale di un declino che l'Italia non avrebbe più fermato. Leggendo Michele Ciliberto nel suo ultimo saggio - Il cerchio delle umane cose (Laterza, 2026) e rileggendo Machiavelli e Guicciardini, emerge una costante che attraversa i secoli: il trionfo del particolare sul collettivo, la chiamata dello straniero per regolare i conti interni, l'incapacità di pensarsi grandi. Un male antico che cambia forma ma non natura.

Il burattino che siamo diventati

Nel bicentenario di Carlo Collodi, "Le avventure di Pinocchio" non hanno perso la loro rilevanza. Il burattino di legno che vuole diventare bambino è l’emblema dell’uomo condizionato dal potere, schiavo di fili invisibili che rendono illusoria la sua libertà. Se è questa l’epoca che ha ridotto l'istruzione a prestazione tecnica e la libertà a consumo, allora la lezione collodiana suona più sovversiva che mai: non si nasce umani, lo si diventa.

Stefano Pontecorvo

«In quasi tutti i Paesi nei quali ho lavorato ho incontrato una domanda d'Italia superiore alla nostra capacità di risposta. Esisterebbe uno spazio enorme per noi: economico, culturale, diplomatico e industriale. Ma non riusciamo a occuparlo. Abbiamo istituzioni deboli, priorità spesso sbagliate e una pubblica amministrazione che non risponde con la velocità necessaria. Le imprese provano a muoversi, ma non possono farlo sempre da sole, soprattutto nei mercati nei quali la presenza dello Stato è determinante»

Memoria contesa

Prima viene la morte. Poi arrivano le domande. Il padre di Adriano viene assassinato il 12 dicembre 1969, mentre l’Italia precipita nell’incubo di Piazza Fontana. Da quel momento, per un giovane giornalista, la ricerca dell’assassino diventa un viaggio dentro una stagione di stragi, poteri clandestini e verità nascoste. Ne "Il telefono rosso" (Bibliotheka, 2026), Andrea Peirone mescola cronaca e fantastico, facendo incontrare Adriano con Dino Buzzati, Gustavo Rol e il misterioso "commutatore Wernicke", attraverso cui la memoria sembra trovare una voce.

Sullo stato mentale delle nuove generazioni

Il 59% dei giovani italiani tra 18 e 24 anni vive in uno stato di stanchezza emotiva o difficoltà attiva nel gestire il quotidiano, tredici punti sopra la media globale. L'uso di psicofarmaci tra bambini e adolescenti è più che raddoppiato in quattro anni. Il 38% degli under 35 si fida più di un chatbot che di uno psicologo. Dietro questi numeri c'è una società che ha smantellato i legami comunitari e ridotto ogni persona a ingranaggio del mercato.

L'ultimo spettacolo di Beppe Grillo

Dal duello a distanza a colpi di video con Giuseppe Conte, reo di avergli scippato il movimento e di averlo istituzionalizzato tradendone i valori, alla pubblicazione sul proprio blog lo scorso 29 luglio di una dura invettiva contro la sua creatura politica, il visionario padre padrone del partito pentastellato è tornato a farsi sentire sulla scena politica del paese, ammiccando alle utopie libertarian dei padroni della Silicon Valley per solleticare l’elettorato antisistema M5S delle origini più refrattario alla "Grosse Koalition" col PD.

Gli occhi di Roma

La Santa Sede non ha mai smesso di essere una potenza. Nunziature, archivi, episcopati, comunità disseminate in ogni continente - una rete informativa senza equivalenti nel sistema internazionale, costruita in secoli di presenza capillare. Il volume curato da Mario Caligiuri - "Il Vaticano e l'intelligence. Osservatore e osservato nella storia politica della Santa Sede" (Rubbettino, 2026) ne ricostruisce questo particolare aspetto della sua storia senza cedere alla dietrologia.

Lo strano caso delle agenzie d'informazione

Tra la fine degli anni Sessanta e i primi Novanta, Roma pullulava di bollettini dattiloscritti dalle tirature irrisorie, ma con lettori selezionatissimi. Erano destinati a funzionari, politici e uomini dei servizi. Li finanziavano correnti democristiane, socialiste, lobby economiche e apparati di intelligence. Erano strumenti di ricatto e canali per far circolare veline. Un sistema di potere parallelo, quasi invisibile, che ha accompagnato tutta la Prima Repubblica.

Il Sud alla prova del PNRR

L’ingente iniezione di liquidità del Piano Nazionale di Ripresa e Resilienza grazie all’operato del secondo governo Conte, malgrado le incognite del caso, rappresenta una rilevante occasione di investimento di lungo periodo. Il banco di prova dove si gioca la possibilità di un’altra idea di paese e insieme il terreno di scontro dove si misurano gli interessi contrapposti delle borghesie locali.

Mario Giro: «L'ordine internazionale è stato scientemente messo da parte e sabotato dagli interessi delle singole potenze»

«L’ONU funziona solo se gli Stati che lo compongono vogliono farlo funzionare. In passato i segretari generali parlavano con tutte le parti in gioco; oggi spesso nessuno di esse vuole incontrarli. La crisi dei trattati di non proliferazione nucleare, il linguaggio militarista applicato alle migrazioni e il ritorno dei nazionalismi con caratteri imperiali sono il segno dell’indebolimento delle regole comuni. Un concerto di fattori che evidenziano lo scivolamento nel particolarismo nazionale contro progetti collettivi di dialogo e cooperazione»

Il declino inarrestabile dei gattopardi

Il romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa rimane una fondamentale lezione per la politica moderna. Il Principe Fabrizio Salina sa che la modernità travolgerà tutto, rifiuta il seggio senatoriale, lascia che gli sciacalli prendano il suo posto, e resta fedele a sé stesso fino alla fine. In un'epoca che premia chi si adatta a qualsiasi vento, l'insegnamento del Gattopardo è ancora il più difficile da apprendere.

La generazione cosmica è chiamata al "salto quantico"

Il Museo MAXXI il prossimo 10 ottobre ospiterà la seconda edizione di Bayram - Il tempo della cosmopolitica, un’intera giornata dedicata alle novità che tecnologie quantistiche ed intelligenza artificiale stanno imprimendo alla politica, alla finanza e agli equilibri globali.
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