Immigrazione, accettazione, collasso

Ceuta è il luogo in cui il continente europeo misura la propria capacità di difendersi. La recente crisi mostra ancora una volta come l’immigrazione possa essere trasformata in un’arma asimmetrica: pressione demografica, ricatto geopolitico, saturazione delle strutture di sicurezza e sfruttamento dei vincoli giuridici e del moralismo politico europeo. Mentre Rabat converte i flussi in strumento di potenza e Madrid paga il prezzo della propria debolezza ideologica, l’Italia tenta una risposta preventiva, ma parziale. La vera questione è se il continente europeo possieda ancora la volontà di difendere sé stesso.

Ignacio Peyró: «Non c'è Paese più complesso dell'Italia, né Paese più scritto e modellato anche dallo sguardo altrui»

«La mia tradizione è spagnola ed europea. Ciò che mi interessa è onorare la tradizione della grande prosa in lingua castigliana. In Spagna amo Azorín, Cervantes, Pla, Galdós, Baroja, Ortega y Gasset e una sorta di Tomasi di Lampedusa in versione spagnola, ovvero i fratelli Villalonga di Maiorca. Dall'Italia ho letto molta poesia: Leopardi mi ha cambiato la vita! Ma anche la Francia e, come no, il mondo britannico: come dimostrano Waugh e Kipling, un'arte della prosa, cioè del ritmo e dello sguardo»

Il nostro mondo nasce dal mare

L'ultimo libro di Alessandro Vanoli - L'invenzione dell'Occidente (Laterza, 2024) - è un invito a ripercorrere la storia di questa parte di mondo, uno spazio più che un luogo. Fra trattati e conquiste, è utile capire come siamo arrivati a elaborare questo concetto, proprio in un momento in cui esso è sempre più sotto attacco.

All'ombra delle mitragliatrici in fiore

Nelle raccolte del periodo spagnolo, Roy Campbell mostra il suo lato più intenso, apocalittico, sensuale. Tra le stragi della guerra civile e le arene della corrida, mettendo anche Cristo in uniforme, raccontando i bombardamenti, le grandi persecuzioni cristiane oltre la retorica civile. Sulle pareti insanguinate di Toledo è scritto il numero 666.