Fabrizio Cicchitto: «Il centrodestra ha un problema strutturale di radicamento nel Mezzogiorno. Il referendum lo ha dimostrato chiaramente»

«Nel Sud, il centro-sinistra è dominato da cacicchi locali forti, mentre nel centro-destra prevalgono figure con forte radicamento locale, ma meno incisive e spesso in conflitto tra loro. Durante il referendum, queste divisioni hanno impedito una gestione efficace, confermata dal fatto che i governatori di Forza Italia del Sud (in primis Occhiuto e Schifani) non si siano sostanzialmente impegnati in questa battaglia»

L'Italia galleggia, la politica affonda

Un referendum che avrebbe dovuto misurare il Paese ha misurato invece la sua paralisi: tutto si trasforma in voto politico, ogni riforma in campo di battaglia ideologico, ogni questione strategica in propaganda. In un paese che ha fatto di tutto politica, il dibattito pubblico si è ridotto a macchietta - e il quieto vivere è diventato l'unica vera ideologia trasversale.

Separare le carriere è cosa giusta

Dall’ideale platonico alla ragion di Stato machiavelliana, la questione resta la stessa: come costruire un sistema giusto in una realtà imperfetta. Il referendum diventa così un passaggio per riflettere su terzietà, fiducia pubblica e assetto dei poteri.

«La riforma non toglie indipendenza, ma la restituisce», Luca Palamara sulla separazione delle carriere

«Il sorteggio non è caos, ma la fine delle lottizzazioni; servono regole chiare per una giustizia più rapida e trasparente. Per battere davvero "il Sistema" bisogna rompere un meccanismo psicologico: la paura di esporsi contro di esso»

Smettiamola di morire di quorum

L’Italia in maggioranza ha smesso di scegliere da anni. Vuole solo essere lasciata in pace e spesso in panciolle, accettando anche di subire in silenzio. E se è vero, come ci hanno insegnato, che l’individuo è sacro, autonomo, responsabile delle proprie azioni e di quelle dei propri consimili, non è scritto da nessuna parte che queste ultime debbano ispirarsi ai più nobili intenti. Né che un’azione sia sempre preferibile, per convenienza, a una non-azione.

Nucleare sì, nucleare no

Le prospettive sul futuro dell'energia atomica sono fonte di dibattito senza fine fra sostenitori e critici.

La casta di carta

La demagogia al potere, ormai, con questa alleanza, è una narrazione fallimentare perché non è credibile. Al taglio dei parlamentari in molti si aspettavano piuttosto un'elaborazione teorica sul processo di selezione della classe dirigente interna al M5S che dopo 7 anni, non c'è mai stata.