L'eterno male italiano

La morte di Lorenzo il Magnifico nel 1492 fu il segnale di un declino che l'Italia non avrebbe più fermato. Leggendo Michele Ciliberto nel suo ultimo saggio - Il cerchio delle umane cose (Laterza, 2026) e rileggendo Machiavelli e Guicciardini, emerge una costante che attraversa i secoli: il trionfo del particolare sul collettivo, la chiamata dello straniero per regolare i conti interni, l'incapacità di pensarsi grandi. Un male antico che cambia forma ma non natura.

La proiezione cristiana dell'Ungheria è ad un bivio

Per quasi un decennio Budapest ha finanziato ospedali, scuole e chiese tra Siria, Iraq e Nigeria, costruendo una rete di influenza sulle minoranze cristiane mediorientali che nessun altro paese occidentale aveva saputo o voluto costruire. Orban è caduto e il nuovo premier Peter Magyar deve ora decidere se ereditare questa proiezione geopolitica o abbandonarla. Le comunità cristiane d'Oriente aspettano una risposta.

Immigrazione, accettazione, collasso

Ceuta è il luogo in cui il continente europeo misura la propria capacità di difendersi. La recente crisi mostra ancora una volta come l’immigrazione possa essere trasformata in un’arma asimmetrica: pressione demografica, ricatto geopolitico, saturazione delle strutture di sicurezza e sfruttamento dei vincoli giuridici e del moralismo politico europeo. Mentre Rabat converte i flussi in strumento di potenza e Madrid paga il prezzo della propria debolezza ideologica, l’Italia tenta una risposta preventiva, ma parziale. La vera questione è se il continente europeo possieda ancora la volontà di difendere sé stesso.

Propagandisti inconsapevoli

"La guerra fredda culturale" di Frances Stonor Saunders (Fazi editore) svela come, nel secondo dopoguerra, la CIA abbia segretamente finanziato e orchestrato la promozione dell'avanguardia culturale occidentale (riviste, mostre d'arte, concerti, conferenze e intellettuali della sinistra non comunista) per contrastare l'influenza sovietica. Attraverso organizzazioni apparentemente indipendenti come il "Congress for Cultural Freedom", l'intelligence americana trasformò il mecenatismo artistico e letterario in una sofisticata strategia di propaganda e soft power, spesso all'insaputa degli stessi artisti e pensatori coinvolti.

Parigi contro i social

La Francia è diventata il primo paese europeo a vietare i social network agli under 15. La legge è approvata, ma rimane irrisolto il nodo centrale: come verificare l'età senza raccogliere documenti d'identità, senza violare la privacy e senza spingere gli adolescenti verso piattaforme non regolamentate. Dietro la misura c'è una partita più grande, la stessa in cui l'Europa prova a trasformare la regolazione da limite in strumento di pressione sui giganti digitali americani e cinesi.

Fine dell’Operazione Militare Speciale

Il superamento di ogni sottile linea rossa da parte della “coalizione dei volenterosi”, unita alla fine della speranza di una mediazione statunitense, spinge il Cremlino verso una ridefinizione della strategia bellica. La “guerra” ora non appare più un tabù.

Infinite identità in cerca di un io

La mente racconta di comprendere ciò che fa, ma i processi che ci governano funzionano senza di lei: emergono dal caso, dall’errore riuscito, da adattamenti ciechi che solo dopo chiamiamo “pensiero”. L’incomprensione non è una mancanza: è l’architettura nascosta dell’intelligenza, il suo principio operativo. Riconoscerlo non libera: toglie l’ultimo alibi alla nostra idea d'identità.

Il significato perduto dell'Odissea di Nolan

Un adattamento non tradisce un classico quando ne cambia le scene, ma quando ne sostituisce l'idea di uomo. È quello che accade all'Odissea di Christopher Nolan, che legge il ritorno di Ulisse attraverso un'unica lente, la colpa, e riduce a un dramma della coscienza le molte domande che Omero aveva disseminato lungo il viaggio. Così il film finisce per raccontare, suo malgrado, un'epoca che sa scavare nell'interiorità ma non sa più vedere ciò che la supera.

Il declino inarrestabile dei gattopardi

Il romanzo di Giuseppe Tomasi di Lampedusa rimane una fondamentale lezione per la politica moderna. Il Principe Fabrizio Salina sa che la modernità travolgerà tutto, rifiuta il seggio senatoriale, lascia che gli sciacalli prendano il suo posto, e resta fedele a sé stesso fino alla fine. In un'epoca che premia chi si adatta a qualsiasi vento, l'insegnamento del Gattopardo è ancora il più difficile da apprendere.

Lawrence (d’Arabia) si è fermato a Neom

L’Arabia Saudita si è affacciata al XXI secolo con l’intenzione di esserne protagonista, contribuendo alla forgiatura di un nuovo ordine mondiale. La sua politica si fa però sempre più attenta e, pur rischiando, gioca su più tavoli preservando rapporti una volta esclusivi e che ora desidererebbe fossero posti su un unico piano paritario.

Paranoia, unità, smembramento

Ivan Ilyin scrisse in esilio, dalla Svizzera, pensando ad una Russia che non esisteva più. Non poteva sapere che decenni dopo la sua morte sarebbe diventato il punto di riferimento del sistema di potere che avrebbe sepolto l'Unione Sovietica. "I nostri compiti" (Ibex Edizioni, 2026) è, ad oggi, una delle fonti dirette più rilevanti per capire come pensano i russi.

Una storia di serpenti e dati

Immergersi nella lettura de “La città dei Serpenti” di Lorenzo Monfregola (Polidoro, 2025) è un’esperienza ipnotica che stimola il lettore da ogni punto di vista. Fin dalle prime pagine si rimane sorpresi da un’atmosfera avvolgente, trascinati dal ritmo disorientante di una narrazione stretta tra i fuochi del fanatismo e della tecnologia. L’Agente Kajus, protagonista e voce narrante, è ingranaggio di una società-macchina micidiale, nel quale il linguaggio e le azioni umane sono scandite da tempi e logiche matematicamente precise, funzionali a un equilibrio terribilmente fragile.
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