La guerra silenziosa in Venezuela

L’aumento della taglia su Nicolás Maduro a 50 milioni di dollari da parte degli Stati Uniti non rappresenta solo un atto di ostilità politica, ma una strategia raffinata di logoramento multilivello, in cui si intrecciano giustizia penale, politica estera, pressioni finanziarie e dinamiche securitarie. Al centro della vicenda, non c’è solo il Venezuela come Stato canaglia, ma l’intera architettura di potere latinoamericana, vulnerabile a una ridefinizione profonda degli incentivi individuali e dei costi collettivi.

La grande illusione del progresso

Una sottile illusione pervade la modernità: la persuasione che la storia proceda inesorabilmente verso forme sempre più alte di civiltà, come se il progresso fosse ormai destino e non conquista. Proprio questa sicurezza, però, anestetizza la vigilanza e ci lascia esposti, ancora una volta, al ritorno degli orrori della storia.

Revisionismo all'orientale

Cina e Giappone si fronteggiano da secoli, acuendo differenze e punti di faglia che, malgrado le razionali liaison politiche, continuano a manifestarsi. Gli imperi non finiscono: la Cina ha solo cambiato il colore dal celeste al rosso, mentre il Giappone, conscio di dover rivedere criticamente il pacifista articolo 9 della sua Costituzione, si riarma. La storia, pur procedendo, continua a proporre scene già viste.

Una storia meneghina

Il 6 settembre 2025 Milano ha visto sfilare migliaia di persone in difesa del Leoncavallo, sgomberato dopo cinquant’anni di storia. Dal suo ruolo di laboratorio sociale negli anni Settanta alla resistenza culturale contro la “Milano da bere”, il centro sociale ha incarnato autogestione e controcultura. Oggi la sua memoria rilancia il dibattito sugli spazi pubblici e i beni comuni.

Passato futuro, futuro passato

Quello descritto da Lorenzo Benadusi ne "Il mondo che verrà" (Laterza, 2025) è un momento preciso della nostra storia in cui si pensava, in maniera sinceramente appassionata, al futuro. Immaginando un’umanità redenta e finalmente felice e pacifica. L’imbrunire assorto e carico di aspettative che salutò il secolo XIX per accogliere il XX, mentre gli imperi europei sembravano contendersi il pianeta, non lasciava presagire, un giorno, la carneficina ininterrotta del 1914-1945.

L'Impero ottomano in mezzo a noi

La Turchia è nel pieno di una complessa situazione politica e giudiziaria: molteplici arresti sono stati condotti nei confronti dei vertici del principale partito di opposizione, il CHP. Diminuisce la libertà nella nazione anatolica, la presa di Erdoğan si fa stretta nei confronti delle opposizioni e della stampa a lui avversa.

Problemi d'apprendimento nell’era digitale

Alcuni lo sospettavano, ma i più hanno sottovalutato il problema: da quando il digitale ha fatto il suo ingresso nei luoghi dell’apprendimento, non è chiaro se abbia portato dei benefici, mentre comincia la conta dei danni.

Anatomia di due rivoluzioni novecentesche

Lenin e Khomeini furono fra i pochi, nel corso della storia, qualificati per porsi al timone di quelle rivoluzioni che nella spinta delle classi «subalterne» della società trovarono la loro ragion d’essere.

La vittoria della realpolitik

La politica, così come il pensiero politico stesso, sono stati caratterizzati, in quest'ultimo ventennio, da una prospettiva e un agire dettati non già da principi, idee, visioni e narrazioni, bensì dalla necessità di soddisfare unicamente necessità contingenti. Un processo, questo, non frutto della casualità degli eventi o persino della volontà degli uomini, ma conseguenza di una forte ingerenza, da parte della storia, nelle vicende umane.

Giuseppe De Rita

Grande esponente di quella silenziocrazia italiana e ricercatore sociale tra i più acuti, capace di auscultare le mutazioni e fibrillazioni delle tante oligarchie italiane: Giuseppe De Rita è il maggior conoscitore della fenomenologia delle fisiologie e patologie della società italiana. Un maestro di pensiero e metodo che nella sua attività di fondatore e presidente del Censis ha raccontato e mostrato come nessun altro il nostro Paese tramite le considerazioni generali dei suoi rapporti, oltre che tramite testi straordinari (di Francesco Latilla e Francesco Subiaco)

Ostrogoti nel salotto buono

Un fantasma aleggia ancora su Piazzetta Cuccia: quello di un capitalismo di relazione che, tra patti di sindacato e salotti buoni, ha diretto l’Italia come fosse una piccola orchestra. Mediobanca non è più l’istituzione-cuore della Prima Repubblica, ma il ritorno delle cordate pubblico-private lascia intravedere un’eco cucciana: dirigismo senza ideologia, potere silenzioso, politica come banca e banca come politica.

La modernità è una televendita

La modernità, raccontata dai paesi più avanzati, sembra ridursi a un’eterea televendita: consumi scintillanti, schermi che invitano a comprare, città illuminate come centri commerciali a cielo aperto. Tutto è spettacolo, tutto è acquisto, persino la paura viene sterilizzata in spot patinati. L’umanità, inseguita dall’ossessione del nuovo, confonde progresso con marketing. Così il futuro appare: un eterno catalogo, sfogliato con l’illusione che basti pagare per vivere.
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