Il Messico non è uno Stato sovrano

Nemesio Oseguera, detto El Mencho, è stato ucciso durante un'operazione delle forze speciali messicane. L'intelligence era americana, il Messico ha così solo sparato ad un bersaglio puntato da Washington. Un perfetto esempio di come preservare e rinunciare sovranità al tempo stesso.

Una rivoluzione industriale invisibile

La stampa in 3D di un motore elettrico completo da parte del Massachusetts Institute of Technology, resa pubblica qualche giorno fa, non rappresenta soltanto un progresso tecnologico. È, più probabilmente, uno di quei fatti che segnano una discontinuità storica. Non produce immediatamente titoli paragonabili a una crisi finanziaria o a una guerra, ma introduce un cambiamento destinato a ridefinire nel tempo l’organizzazione stessa dell’economia mondiale.

Stallo alla messicana

Claudia Sheinbaum Pardo: prestanome di López Obrador o scintilla di democrazia? Il Messico è una nazione dilaniata da violenza e povertà; più che una presidenza, dunque, si tratta di una sfida per dimostrarsi degna della carica e per smentire le accuse che le vengono rivolte da dentro e da fuori. Uno stallo da western all'italiana, dove il bottino non c’è: in gioco è il futuro di una popolazione stanca e insoddisfatta. Il bilancio del primo anno presidenziale è una questione apicale.

Separare le carriere è cosa giusta

Dall’ideale platonico alla ragion di Stato machiavelliana, la questione resta la stessa: come costruire un sistema giusto in una realtà imperfetta. Il referendum diventa così un passaggio per riflettere su terzietà, fiducia pubblica e assetto dei poteri.

Minacce esistenziali ovunque

Dalla guerra in Ucraina alla competizione tra Stati Uniti e Cina, dal riarmo europeo alla retorica israeliana sull’Iran, sempre più scelte vengono presentate come questioni di sopravvivenza. Ma quando tutto diventa “esistenziale”, il conflitto smette di essere negoziabile e la politica si riduce a mobilitazione permanente.

Macron mette nei guai la Francia

Il Presidente francese, sempre più in crisi, accelera il riarmo per inseguire l'autonomia strategica e guardare da pari a pari gli Stati Uniti e la Cina. Nel frattempo però incrina l’asse con la Germania e fa crescere tensioni con gli alleati su NATO, bilanci sociali e leadership europea.

Nulla di nuovo a Monaco

All'Hotel Bayerischer Hof è andata in scena la solita storia, con nuovi interpreti, ma con lo stesso finale. L'Europa deve fare da sé, la Conferenza di Monaco di quest'anno l'ha ribadito ulteriormente. Sul tavolo resta una scelta: restare museo armato da altri o diventare finalmente un soggetto che si arma, produce e decide in proprio.

L'ultima fase della guerra in Ucraina

A quattro anni dall'invasione, l'Operazione Militare Speciale ha smesso di essere uno scontro territoriale per diventare il laboratorio della guerra del futuro. Tre fasi distinte - manovra, trincea, digitale - hanno ridisegnato ogni paradigma bellico: droni al posto dei carri armati, algoritmi al posto dei generali, fuoco indiretto al posto dei fucili. Una trasformazione che nessun esercito al mondo potrà più ignorare.

The Line non si fa più

Il progetto saudita di una città-muro lunga 170 km nel deserto, di cui vi parlavamo già nel 2023, rischia di non completarsi mai. Ma non importa: i suoi rendering virali sui social l'hanno già resa reale come simulacro digitale. Mentre tre membri della tribù Howeitat sono stati condannati a morte per essersi opposti alle espropriazioni, il glamour architettonico del loop prevale sui fatti, incarnando il trionfo definitivo dell'immagine sulla realtà.

Di Battista vuole scendere in campo

L'"incorruttibile" dei Cinque Stelle starebbe pensando ad un clamoroso ritorno in politica. La sua associazione "Schierarsi", nota per le posizioni anti-atlantiste e anti-europee, dopo una crescita importante negli ultimi anni, sarebbe pronta per il grande salto, a solamente un anno dalle elezioni del 2027.

La legge della giungla

Il mondo nel quale ci ritroviamo a vivere oggi – contrariamente a quanto direbbe Baudrillard - non è più un simulacro, ma è reale. Da Donald Trump a Mark Carney; dagli Epstein Files a Nick Fuentes. Un vecchio sistema basato su rituali, regole e non detti sta letteralmente crollando su sé stesso.

L'ONU rischia la bancarotta

Le Nazioni Unite hanno attraversato un lungo periodo d’irrilevanza durante la guerra fredda, ma paradossalmente la crisi è arrivata solo oggi. Prima a intermittenza, poi cronicizzandosi. Da un anno a questa parte l’organizzazione manifesta un cagionevole stato di salute anche sul piano finanziario. Il Segretario Generale Antonio Guterres segnala addirittura il rischio di bancarotta entro l’estate prossima.
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