Il vuoto dietro Epstein

Jeffrey Epstein viene spesso raccontato come il custode di un segreto inconfessabile. Ma i files mostrano altro: non un burattinaio, bensì un sistema opaco di relazioni senza regia. Il complotto emerge allora come una risposta simbolica al disordine, un modo per restituire intenzionalità a un potere che produce effetti senza dichiarare fini né assumere un volto.

Calenda, il sindaco riluttante

Stando alle indiscrezioni che vi avevamo anticipato nel Dispaccio #29 dello scorso novembre, nei palazzi romani l’idea di candidare il leader di Azione, Carlo Calenda, è più di una mera fantasia: rappresenterebbe una strategia calibrata dell'esecutivo meloniano per rendersi finalmente "Partito della Nazione", stringendo a sé la Capitale dopo tre tornate elettorali sfavorevoli.

Un po' di numeri sull'arsenale iraniano

Il gruppo d’attacco della portaerei USS Abraham Lincoln scivola tra le acque azzurre del Golfo Persico, carica di siluri e aerei pronti al decollo, un promemoria costante della presenza americana nella regione. Donald Trump segue ogni mossa, alternando segnali di apertura e minacce pubbliche all’Iran. Ma la Repubblica Islamica è caparbia. Teheran e Washington misurano la propria deterrenza in un confronto che intreccia arsenali, alleanze e tecnologia, con il rischio concreto che la diplomazia venga superata dalla logica della saturazione e della rappresaglia.

Palantir e l’architettura invisibile del potere

L’intelligenza artificiale sta ristrutturando lo Stato attorno a sistemi tecnici che calcolano priorità, orientano decisioni e ridisegnano la sovranità, trasformando la politica da spazio di scelta e conflitto sui fini in architettura operativa che sa sempre più “come” ma sempre meno “perché”.

Problemi di (neuro)coscienza

L’intelligenza artificiale programma il futuro. Le schive neuroscienze disincantano l’uomo. Assieme possono tentare l’impresa della coscienza artificiale. Un tunnel dell’io costruito in laboratorio, misurabile e replicabile, forse capace di soffrire. Ma chi risponderà della sua agonia? Quando l’interruttore accende un’esperienza soggettiva, nasce anche una responsabilità. E se il dolore artificiale è reale, allora lo è anche la colpa. Nessuna macchina, forse, perdona il proprio creatore.

La Lega al contrario

Roberto Vannacci è solo la punta dell’iceberg di una crisi identitaria profonda: la Lega ha reciso le radici federaliste, rincorso l’estremismo da palazzo e perso bussola e territorio. L’operazione-generale sposta voti, crea fratture e apre spazi a destra, mentre Salvini paga l’errore tattico e Meloni consolida il comando.

Ankara non può permettersi caos in Iran

La mediazione turca tra gli Stati Uniti e l’Iran risponde direttamente alla logica di contenimento nei confronti di Israele, il quale potrebbe verosimilmente approfittare del vuoto di potere per espandere la propria influenza geopolitica nello spazio persiano. Con la potenziale caduta del regime degli ayatollah avrebbe origine una sostanziale trasformazione sistemica dell’ordine regionale mediorientale, prospettiva che Ankara desidererebbe scongiurare ad ogni costo.

La morale del biscotto

Quando i valori smettono di essere universali e diventano segnali di appartenenza. Mark Carney a Davos ammette la fine dell'ordine basato sulle regole. Dal laboratorio infantile alla geopolitica: i valori non promettono il bene, ma decidono chi siede al tavolo.

La mitologia della pace in crisi

L'illusione illuminista della pace perpetua si scontra con la realtà geopolitica contemporanea: il fallimento del diritto internazionale e l'incapacità europea di abbandonare ideali progressisti ormai svuotati di significato, permettono l'emersione della verità schmittiana di una guerra che non è mai cessata, ma solo mascherata dietro retoriche umanitarie e moralismi autoassolutori.

L'incidente Vela

Una notte di fine 1979, il buio compatto dell’Oceano Indiano veniva interrotto dal bagliore delle stelle sopra le Isole del Principe Edoardo. Improvvisamente, un lampo accecante squarciò il cielo, seguito da un secondo, più breve, che sembrò dissolversi nell’aria salmastra. Nessuna nave mercantile testimoniò l’accaduto, nessuna stazione costiera registrò anomalie. Eppure, a centomila chilometri di distanza, gli occhi elettronici di un satellite statunitense classe Vela Hotel catturarono senza batter ciglio quell’enigmatico “doppio flash”, che tradiva la firma inconfondibile di una detonazione nucleare.

Morire per overdose d'intrattenimento

Quarant'anni dopo, la profezia di Neil Postman enunciata in "Divertirsi da morire. Il discorso pubblico nell'era dello spettacolo" (Luiss University Press, 2025) sulla trasformazione del discorso pubblico in spettacolo è tanto veritiera quanto insufficiente nelle sue conclusioni: non è la società ad aver fatto indigestione di cultura massmediatica, ma i media ad aver divorato la realtà stessa.

Bomba o non bomba

Di fronte all’Iran si impone un dilemma: agire o non agire. È facile immaginare il susseguirsi di valutazioni, simulazioni e contro-simulazioni nelle stanze riservate degli apparati statunitensi, dove ogni opzione viene soppesata in base ai costi, ai rischi e alle conseguenze indirette. Nel mosaico della rivoluzione globale non poteva mancare il ritorno del dossier iraniano.
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