Paranoia, unità, smembramento

Ivan Ilyin scrisse in esilio, dalla Svizzera, pensando ad una Russia che non esisteva più. Non poteva sapere che decenni dopo la sua morte sarebbe diventato il punto di riferimento del sistema di potere che avrebbe sepolto l'Unione Sovietica. "I nostri compiti" (Ibex Edizioni, 2026) è, ad oggi, una delle fonti dirette più rilevanti per capire come pensano i russi.

La condizione megamoderna

La "Megamodernità" (Laterza, 2026) non rappresenta la fine della modernità, ma la sua intensificazione oltre ogni soglia critica. Patologia che potrebbe diventare cura. Vanni Codeluppi descrive un sistema che assorbe tutto trasformandolo in contenuto consumabile. È dunque ancora possibile opporsi?

Morire per overdose d'intrattenimento

Quarant'anni dopo, la profezia di Neil Postman enunciata in "Divertirsi da morire. Il discorso pubblico nell'era dello spettacolo" (Luiss University Press, 2025) sulla trasformazione del discorso pubblico in spettacolo è tanto veritiera quanto insufficiente nelle sue conclusioni: non è la società ad aver fatto indigestione di cultura massmediatica, ma i media ad aver divorato la realtà stessa.

Resistere al capitalismo woke

Nel suo ultimo saggio (tradotto e pubblicato in Italia da Fazi Editore, 2023), Carl Rhodes mette in guardia dalle prospettive antidemocratiche poste dall'attivismo politico delle grandi imprese.

Il travagliato parto del Nuovo mondo

In "Perle false e cuore impavidi" (Guerini e Associati, 2023) Alessandro Vergni pone tutte le domande di un'epoca permeata di confusione, solitudine e disillusione.