Dialog sopra i massimi sistemi

Un errore di configurazione ha esposto i file interni di Dialog, il circolo fondato da Peter Thiel che ogni anno riunisce su invito le figure più influenti di tecnologia, finanza e politica. Tra i nomi emersi: Elon Musk, Jared Kushner, Eric Schmidt. Tra i titoli delle conferenze: "Prepararsi alla terza guerra mondiale"; "Come si costruisce un culto". Il leak ha reso visibile il laboratorio in cui alcune idee diventano realtà prima ancora di essere discusse pubblicamente.

Palantir è uno specchio

Il manifesto di Palantir spaventa perché non nasconde la propria natura: dice che il mondo è fatto di potenze, nemici e infrastrutture critiche, e che la neutralità tecnologica è una maschera. Mentre l'Occidente lo demonizza come minaccia autoritaria, accetta con minore turbamento che apparati pubblici disciplinino linguaggio e dissenso. La vera domanda non è se sia giusto costruire armi basate sull'AI: verranno costruite comunque. La domanda è chi lo farà e per quale scopo.

Peter Thiel e la sua biblioteca di Babele

Girard, Bacon, Schmitt, Solovëv, Tolkien, Ratzinger: le letture dell'uomo più inaccessibile della Silicon Valley non si lasciano ridurre a nessun cliché. È un sistema coerente in cui apocalisse cristiana e libertarianesimo politico convergono verso un'unica domanda - come impedire la fine del dominio americano - e in cui il capitale non dissolve la metafisica, ma la amplifica fino alle sue conseguenze estreme.

Nvidia, videogiochi, Dune

Umanità e hardware sono le due componenti fondamentali nella corsa tecnologica del XXI secolo. Alessandro Aresu, nel suo ultimo libro "Geopolitica dell'intelligenza artificiale" (Feltrinelli, 2024), ricostruisce le storie e le lotte intestine di potere degli uomini che stanno rivoluzionando il mondo: videogiocatori incalliti come Musk e spesso megalomani come Palmer Luckey o Peter Thiel, prodotti della stessa ferocissima etica del capitalismo e del sogno americano che ha gemmato le loro aziende.