Mosca si sta giocando il Mediterraneo

Le navi della Marina russa oscillano lente nel porto di Tartus, ancorate a un futuro sempre più incerto. I soldati fumano sigarette passeggiando sulle banchine, gli elicotteri di sorveglianza hanno smesso di decollare, le navi più grandi stazionano al largo in attesa di nuovi ordini e i radar della base di Latakia trasmettono a intermittenza, come luci di un impero in dissolvenza, costretto a misurare ogni mossa. A migliaia di chilometri di distanza, a Mosca, la televisione di Stato parla ancora di “stabilità” e “cooperazione”, ma la verità è che la Russia potrebbe perdere la Siria, e con essa, il suo ultimo avamposto sicuro nel Mediterraneo.