Problemi di (neuro)coscienza

L’intelligenza artificiale programma il futuro. Le schive neuroscienze disincantano l’uomo. Assieme possono tentare l’impresa della coscienza artificiale. Un tunnel dell’io costruito in laboratorio, misurabile e replicabile, forse capace di soffrire. Ma chi risponderà della sua agonia? Quando l’interruttore accende un’esperienza soggettiva, nasce anche una responsabilità. E se il dolore artificiale è reale, allora lo è anche la colpa. Nessuna macchina, forse, perdona il proprio creatore.

Il mondo visto da una limousine

David Cronenberg, maestro assoluto del body horror, ha saputo anticipare, riadattando un romanzo del postmoderno Don De Lillo, il nostro futuro crepuscolare mostrandoci in diretta il naufragio della civiltà occidentale, lo spleen della classe elitaria alle prese con il senso di impotenza in un sistema straziato dalle proprie contraddizioni.

La tecnica al bivio fra archeofuturismo e accelerazionismo

Le accuse di tecnofeudalismo per i titani della Silicon Valley mostrano plasticamente come da sempre il possesso delle tecniche garantisca potere e affermazione per le élite che riescono ad appropriarsene. L'egemonia passa dal controllo delle macchine. Il nostro atteggiamento nei loro confronti passa invece dalle interpretazioni che gli accelerazionismi - tanto di destra (Nick Land) che di sinistra (Alex Williams e Nick Srnicek) - ci hanno donato ormai decenni fa. Di fronte ad essi si trova l'archeofuturismo di Guillaume Faye, meno discusso ma altrettanto rilevante.

Pensiero, calcolo, simulazione

La degenerazione del pensiero filosofico analitico si manifesta con una forma espressiva divoratrice di significati. Questo è l'intelligenza artificiale: un golem che prende i nostri concetti e li tratta come fossero dei giochi da manipolare sintatticamente e logicamente per fornire risposte veritiere ma non vere.

Il cervello postumano

La completa digitalizzazione dei corpi comporta la spaventosa idea di una macchina esterna che ci conosca meglio di quanto conosciamo noi stessi.

La necessità di pensare il metaverso

L'affermazione di tecnologie pervasive determina l'urgenza di aprire un dialogo interdisciplinare che ponga al centro l'uomo.

Dialogo alla fine del mondo

Sopravvissuto alla catastrofe, l'ultimo uomo si ritrova solo con la natura.

Nuovi totem

Dalla tecnologia alla tecnomagia Vincenzo Susca analizza i cambiamenti della società contemporanea tra realtà e virtualità. Estasi, totem e incantesimi.

Ciò che oso pensare

GOG Edizioni pubblica un libro “scandaloso”. Julian è il vero convitato di pietra del Mondo Nuovo, la fonte di inesauribile ispirazione e il modello con cui, a volte, si fa l’amore e altre volte si lotta. È a Julian che bisogna guardare se si vuole capire il profetare mondano di Aldous.