Più America nell’intelligence NATO

Lo statunitense Scott W. Bray è il nuovo capo della Joint Intelligence and Security Division (JISD) - l’unità d’intelligence della NATO fondata nel 2016 – dopo essere subentrato a David Cattler, che, fra lavoro mediatico e impegno sul campo, aveva reso la JISD un elemento imprescindibile per le operazioni alleate in ucraina e su molti altri fronti.

La NATO è molto più di un’alleanza

La NATO nasce come comunità di valori sotto principio egemonico, sopravvivendo, per questo, alla fine del bipolarismo. Oggi, davanti alla Cina, diventa organizzazione economica a fini di indipendenza tecnologica e sviluppo.

Cin cin balcanico

Viaggio dentro la Bosnia, dove non si è mai turisti.

L’esercito europeo resta una chimera

Senza mezzi all'avanguardia, ma soprattutto senza le giustificazioni ideologiche, l'idea di un continente in armi è ben lontana dal diventare realtà.

«La Russia non necessita di nessuna alleanza: le questioni cruciali per il suo futuro sono di carattere interno». La valutazione di Timofej V. Bordačёv

Intervista a tutto campo con il politologo russo, esponente di spicco del Club Valdai, sulle potenziali prospettive che attendono Mosca nelle relazioni con le altre potenze, regionali e non.

La cintura di ghiaccio

La prospettiva dell'adesione Nato lungo la caldissima frontiera fra Finlandia e Russia.

Il giocoliere turco

La guerra in Ucraina ha dato nuovo impulso a una tendenza pregressa: il processo di accrescimento del potere della Turchia. Mai così autocentrica.

Il mio regno per un carro armato

Si chiude la querelle atlantica sui corazzati: Berlino cede i suoi Leopard, mentre gli Stati Uniti sono pronti ad inviare gli Abrams. Ma ci sono forti dubbi che i mezzi NATO riusciranno a salvare l’Ucraina.

Universalismi che sbiadiscono

Se quelli sovietici sono crollati da tempo, i pilastri ideologici del Patto Atlantico stanno cominciando a erodersi solamente adesso.

Mal d’Atlantico

A quasi un anno dall’invasione russa dell’Ucraina la NATO pensa in grande, ma le sue ambizioni globali si scontrano con le debolezze e le contraddizioni dei suoi membri.

Preludio alla pace

Non sarà Erdogan a mettere il cappello sui negoziati (o un possibile cessate-il-fuoco). Al massimo salverà la faccia anche lui, ma la firma sarà russa e americana con gli ucraini a dettare i tempi ma non le condizioni.

Se vuoi la pace, reprimi le emozioni

Il maggior sabotatore della diplomazia è l’informazione.
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