OGGETTO: Spyghetti Story
DATA: 01 Febbraio 2022
FORMATO: Racconti
AREA: Italia
L’affascinante quanto intricata storia del rapporto tra il Potere e i Servizi Segreti. Tutto è iniziato il 9 Luglio 1943. Operazione Husky. Lo sbarco in Sicilia.
VIVI NASCOSTO. ENTRA NEL NUCLEO OPERATIVO
Per leggere via mail il Dispaccio in formato PDF
Per ricevere a casa i libri in formato cartaceo della collana editoriale Dissipatio
Per partecipare di persona (o in streaming) agli incontri 'i martedì di Dissipatio'

I governi passano, i Servizi restano. Questa la summa, in definitiva, di uno dei più avvincenti libri di Umberto EcoIl Cimitero di Praga. Un romanzo tutto incentrato su servizi e complotti e, più precisamente forse, dei complotti inscenati dai Servizi. Trattasi però anche della summa, se vogliamo, di uno dei taciti principi che da sempre regola la nostra Repubblica – e qualcuno direbbe non solo la nostra: un principio che non viene mai codificato, mai insegnato da nessuna parte nel corso del cursus studiorum di una vita e soprattutto mai dimostrabile – come un principio appunto. Pasolinianamente si può arrivare a saperlo senza averne le prove, e tutto ciò che se ne può evincere lo si dovrà solo al rispetto che si deve all’intelligenza, a meno che uno non entri a far parte di certi mondi o sia osservatore particolarmente attento alle dinamiche del proprio Paese e di certe tematiche: il principio che mentre tutto passa sotto il sole della politica, gli apparati di intelligence restano.

“Capitan Simonini, io appartengo a coloro che restano anche quando i governi passano.”

Umberto Eco, Il Cimitero di Praga

Come per la Monarchia, garante di stabilità poiché inamovibile, così gli apparati di Sicurezza di un Paese sono un perno fisso e costante in un mondo in cui tutto cambia, tutto si muove e, soprattutto, si trasforma. I pubblici quanto velleitari “cambi al vertice” dei nostri Sevizi non sono che la riprova di questo: esercizi di pubbliche relazioni ove per non cambiare mai nulla, si cambia tutto – come nella più classiche delle tradizioni gattopardesche – e intanto loro restano sempre lì dove sono. Non è altresì un caso che la storia dei servizi clandestini ebbe il suo più forte sviluppo proprio sotto le grandi monarchie d’Europa – una su tutti quella inglese, sotto Sir Francis Walsingham: spymaster delle Regina Elisabetta e suo consigliere personale, oltre al ben più noto William Cecil e il mago John Dee. Il motto sull’insegna di Sir Francis? See and keep silent  – osserva e tienitelo per te. Più che un motto, un manifesto programmatico dell’intelligence di ogni luogo e tempo.

Il cimitero di Praga (Bompiani) di Umberto Eco

Questo è d’altronde uno dei grandi vulnus della nostra storia nazionale. Tutti traggono ispirazione dall’Italia, da Dan Brown a James Bond, tranne noi che ci viviamo. Basti pensare alla questione dannunziana: in America si farebbero serie TV da 12 stagioni sull’incredibile epopea di un poeta armato che senza colpo ferire prende una città e ne scrive una delle costituzioni più avanguardiste della storia, mentre da noi si continuano a fare sceneggiati incentrati su preti di paese, investigatori di provincia, infermieri e commediole familiari. Il tutto mentre storie come quelle del Vate o del Principe Lanza di Trabia – spia di Ciano, con la missione esplicita di sabotare l’alleanza coi tedeschi, il quale riferirà a Churchill in persona del reale status della debolezza bellica italiana, convincendolo a non cercare appeasement con Hitler il giorno seguente e così facendo cambiando il corso della storia – rimangono ignote. Non a caso siamo parimenti il Paese delle Stragi senza un mandante, se non uno scomodo, spesso sostituito da uno di comodo; siamo il Paese di Gladio di Cossiga e dell’Anello di Andreotti; della P2 di Gelli (l’ingegner Luciani, per chi ha orecchie per intendere…) e dei servizi deviati (anche se non si capisce mai esattamente bene deviati rispetto a cosa); degli incidenti, degli aerei sospetti e dei caffè un po’ troppo corretti. Tutta roba che farebbe la felicità degli studios di Hollywood per decenni e di cui da noi, a parte un paio di recenti eccezioni, non se ne fa niente.

E forse non se ne fa niente, rinunciando a milioni, per un motivo ben preciso, anche perché a volte è bene non parlarne. Anche perché quel potere, con i suoi sopravvissuti, nonché depositari, fra mille trasformismi e cambi di professione, sono ancora qui. Sono ancora fra noi. E forse si stanno anche giocando la loro ultima partita. Se dopo la caduta del Muro sono stati loro a governare il caos, ora devono garantire la sopravvivenza. O perlomeno il passaggio di consegne con minor danno possibile finché sono in vita. C’è un sottobosco intero fra i Palazzi del potere che si è reso conto che col mondo che verrà, col mondo innestato dai fenomeni della post-democrazia e del Grande Reset, non possono rischiare di restare col proverbiale cerino in mano

Proveremo a scriverla noi questa storia, con aneddoti, intrecci e ritratti incredibili. Una storia reale, che parla di noi, del nostro Paese e delle sue Istituzioni. Una storia il cui filo conduttore parte nel cuore di un conflitto mondiale non ancora conclusosi e arriva dritto ai giorni nostri. Persino ai nostri giorni recentissimi, ove anche con una candidatura al Colle più alto d’Italia, forse, può diventare un messaggio chiarissimo. Può significare qualcosa. La parola fine a una serie di screzi e di intrecci che, passando dal 1992, con la fine del Settennato spartiacque fra Seconda e Terza Repubblica, ha regolamentato tacitamente il quieto vivere di un’intera classe politica che ora teme per la sua stessa sopravvivenza. Perché, come disse il pentito di Mafia a un magistrato che stava arrivando troppo vicino a talune ‘menti raffinatissime’: “In Italia, dottore, tutto si tiene, tutto si tocca, tutto si collega”. Questo è quello che tenteremo di fare noi allora. Unire i puntini. Partendo dalle origini della nostra spy-story tutta italiana: 9 Luglio 1943. Operazione Husky. Lo sbarco in Sicilia.

I più letti

Per approfondire

I predatori che spiano

Nel cuore dell’Unione Europea si espande silenziosamente un’infrastruttura di sorveglianza globale, gestita non da governi, ma da aziende private con legami militari e diplomatici. Dallo scandalo Pegasus ai più recenti Predator Files, emergono prove di una rete industriale che, attraverso società di comodo, fondi offshore e triangolazioni legali, consente la diffusione di spyware come Predator, usato per spiare politici, giornalisti e diplomatici. Al centro di questa rete c’è Intellexa, consorzio franco-israeliano con base a Cipro e ramificazioni in tutta Europa. Il vuoto normativo dell’UE, l’ambiguità politica e l’opacità giuridica hanno trasformato l’Europa da vittima a complice.

«Lo studio dell'intelligence andrebbe affiancato al leggere, scrivere, e far di conto, cioè alle competenze di base». La società "maleducata" secondo Mario Caligiuri

«La crisi della democrazia è crisi della rappresentanza, cioè il modo con cui noi formiamo e selezioniamo le élite democratiche. Questo è un problema che riguarda tutto l’Occidente, tutti i regimi democratici. Se, infatti, facciamo riferimento all’attualità notiamo che la guerra tra Ucraina e Federazione Russa è anche un confronto tra diversi sistemi di governo. Questo fa presupporre che oggi, e nell’immediato futuro, i sistemi che producono élite più efficienti sono quelli che hanno la maggior possibilità di prevalere.»

Sandro Teti

"Ho nostalgia del cielo terso di fine giugno, delle chiacchierate infinite davanti al tè o alla vodka. Ho nostalgia del treno, sono stato due volte in treno in Urss, due volte in nave. Da Odessa c’era un servizio di linea Odessa-Venezia. Era impressionante ai tempi fare quella lunga traversata, con quegli ambienti e quelle situazioni quasi da romanzo. Ho nostalgia del treno, di quei tempi lunghi, come di quei sapori e odori che sono spariti anche nella Russia di adesso. Ho nostalgia dell’odore di quelle Papirosi (marca di sigarette, ndr), con quel tabacco di infima qualità che era diffusissimo nel Paese. Un Paese al quale sono indissolubilmente legato, e di cui continuo a studiare la storia".

Le memorie di un paracadutista ad El Alamein

La storia di Santo Pelliccia raccontata nel volume di Francesco Fagnani, redatto dopo lunghe conversazioni con il vecchio e orgoglioso “folgorino”.

In equilibrio sul caos

Il report annuale d'intelligence - a cura di AISE e AISI - è un compendio delle crisi politiche globali, fra le quali l'Italia tenta di risvegliare la propria "vocazione mediterranea".

Gruppo MAGOG