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«Se a causa dell’irredimibile scorrettezza politica della realtà, le economie e le popolazioni dovessero collassare tutte assieme, per lo meno non ci saranno danni per le nostre anime»

Pubblicato a puntate su un piccolo blog nel 2013, L’Illuminismo oscuro è diventato, in breve tempo, uno dei più importanti manifesti dell’alt-right nel mondo anglofono. Per alcuni, l’ascesa della destra radicale negli Stati Uniti, ma anche la realizzazione di una serie di attentati a sfondo razzista, come la strage di Christchurch in Nuova Zelanda, passano da questo pamphlet apocalittico, le cui idee anti-democratiche e anti-egualitarie sembrano essersi diffuse come un virus in quella galassia di siti e forum che hanno giocato un ruolo fondamentale nell’elezione di Donald Trump alla Casa Bianca. La controversa parabola di Nick Land, enfant terrible dell’accelerazionismo, fondatore della CCRU negli anni Novanta, studioso di Deleuze e Guattari, di Marx e Lovecraft, di cyberpunk ed esoterismo, giunge con questo testo a un tenebroso punto di svolta, un breakdown schizofrenico a detta dei suoi sodali e allievi. Dopo essere sparito per qualche anno dalla circolazione e aver fatto la sua ricomparsa in Cina come giornalista indipendente, Land e il suo Illuminismo oscuro gettano le basi teoriche di una delle ideologie più pericolose del nostro tempo: quella che salda le idee accelerazioniste con le fantasie dei suprematisti bianchi stufi della political correctness, ma anche con quelle di alcuni big della Silicon Valley, provvisti di un potere economico e tecnologico tanto ampio da sentire il bisogno di liquidare una democrazia incompatibile con le loro ambizioni e le loro utopie (o distopie, secondo i punti di vista). Land è il profeta perfetto di quest’alchimia ideologica tra ultraliberismo, conservatorismo e tecnocrazia, le sole forze in grado di liberare il capitalismo da tutti gli ostacoli politici e morali che impediscono il dispiegamento della sua potenza disumana e quindi l’avvento della Singolarità: una nuova era in cui l’individuo, con i suoi limiti biologici ed etici, diverrà soltanto uno sbiadito ricordo, sostituito da forme di vita aliene, ibride o replicanti. A tratti delirante, a tratti lucidissimo, The Dark Enlightenment è un saggio indispensabile per capire il fascino che questo pastiche filosofico – apparentemente destinato a rimanere nel cono d’ombra dei blog cospirazionisti – ha invece esercitato su movimenti e partiti politici, ma anche su giornalisti, intellettuali e grandi imprenditori dell’high tech.

Prefazione di Giuliano da Empoli

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2013