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I primi due volumi degli Escolios di Gómez Dávila ripubblicati ora in questa versione integrale che lo immortala nel pantheon dei grandi pensatori del Novecento.

Dopo Pascal, Nietzsche e Cioran, anche Gómez Dávila è riuscito a conferire dignità teoretica all’aforisma. Con uno stilepointilliste, secco e pungente, il colombiano ci introduce alla sua filosofia della reazione contro un mondo moderno che non verrà punito, poiché «esso stesso è il castigo». Cattolico ma non dogmatico – persino critico nei confronti di una Chiesa piegata all’umanitarismo che, «pensando di aprire le braccia al mondo moderno, ha finito per aprirgli le gambe» – colto ma non accademico, Gómez Dávila passa in rassegna, per sconfessarle, le principali ideologie della modernità. Democrazia, positivismo, storicismo, determinismo, progressismo: sono per il colombiano panacee consolatorie dai risvolti peggiori dei problemi a cui vogliono porre fine. Con l’ironia e la sottigliezza di una sensibilità umile ma aristocratica al tempo stesso, Gómez Dávila ci offre, in quest’epoca dove tutto è voluminoso ma «niente è monumentale», un’opera che assomiglia a un santuario dedicato all’intelligenza, poiché l’umanità «stima soltanto chi lascia qualcosa di inutile: un’idea, una poesia, un tempio», mentre «la ruggine corrode la gloria degli insigni idraulici di questo secolo».

Traduzione di Loris Pasinato
Introduzione di Alessio Mulas

620
2017

Autore

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Nicolás Gómez Dávila

Nicolás Gómez Dávila (1912-1994) crebbe con l’idea che “la cultura è tutto ciò che non può insegnare l’università”: così raccolse nella biblioteca della sua casa a Bogotà più di 30 mila volumi, formandosi da autodidatta. Nel 1954 e nel 1959 furono stampati Notas I Textos I, due raccolte rispettivamente di aforismi e di saggi. Da entrambe emergeva già tutta l’indole del reazionario antimoderno e antiprogressista.