25.00€ 23.75€
Aggiungi al carrello
«Il reazionario puro non è un sognatore nostalgico di passati aboliti, ma un cacciatore di ombre sacre sulle colline eterne».

Pubblicati quasi dieci anni dopo i primi due volumi, i Nuevos e Sucesivos Escolios chiudono l’opera gomezdaviliana in perfetta continuità con gli scritti precedenti, toccando un’ampia varietà di temi filosofici e teologici, così come questioni di letteratura, arte e costume. Critico nei confronti del progresso, della Chiesa postconciliare, del mondo accademico e della democrazia – «un’ingenuità se non fosse la maschera di una bestemmia» – Gómez Dávila non si abbandona mai al giudizio morale, ma i suoi aforismi si spingono verso vette poetiche, liriche, estetiche prima ancora che etiche, privilegiando sempre lo stile della scrittura, con la convinzione (assurda) che «quandanche tutto ciò che si dica sia falso, nel parlare in un determinato modo è presente una verità sotterranea». Cercare l’unità del suo pensiero, oppure tentare di individuare una coerenza sistematica in queste glosse, sono tutti sforzi inutili. L’opera gomezdaviliana, sostiene Franco Volpi, «si presenta come un recinto chiuso: non esiste passo razionale o deduzione logica che serva ad entrare. L’unica maniera di farlo è lanciarsi al suo interno. Comprendere, in questo caso, è davvero una questione di empatia».

432
2022

Autore

1
Nicolás Gómez Dávila

Nicolás Gómez Dávila (1912-1994) crebbe con l’idea che “la cultura è tutto ciò che non può insegnare l’università”: così raccolse nella biblioteca della sua casa a Bogotà più di 30 mila volumi, formandosi da autodidatta. Nel 1954 e nel 1959 furono stampati Notas I Textos I, due raccolte rispettivamente di aforismi e di saggi. Da entrambe emergeva già tutta l’indole del reazionario antimoderno e antiprogressista.