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Ogni atlante, di qualsiasi genere, storico, geografico, astronomico, non è del suo autore, ma del suo lettore. Il primo offre uno strumento relativo al proprio campo di lavoro, ma è del secondo il privilegio e la libertà di scegliere il percorso o i percorsi che più sente suoi. Può partire da un nome, un luogo, un’immagine, e allargarlo ad altri nomi, luoghi, immagini a seconda di come e dove la sua curiosità e le sue inclinazioni lo portino. Può cominciare dall’inizio oppure dalla fine, puntare su ciò che gli suona nuovo, divertirsi a verificare ciò che gli è già noto, combinare l’uno e l’altro per vedere se finiscano in qualche «altrove» dove perdersi oppure ritrovarsi. Dentro ogni atlante ce n’è un altro, più ignoto e segreto, che attende solo di essere scoperto.

L’Atlante ideologico sentimentale di Stenio Solinas delinea e racconta una carta geografica fisica e mentale popolata di fatti e gesta, luoghi e memorie, paesaggi con figure e vite esemplari. Percorso reale e intellettuale, frutto di reportages, incontri, letture, questo libro è una “festa mobile” e insieme un romanzo di formazione: l’Occidente di Jünger, di Leigh Fermor e di Márai, ma anche di Capri e di Saint-Tropez, della Beat Generation e della Lost Generation; l’Oriente di Sorge, Nassimbaum, Terzani, ma anche del Grande gioco, dei deserti, del fondamentalismo e dell’Orient Express… Mappatura di epoche, stili, miti e manie – gli anni Cinquanta della Dolce vita, gli anni folli di Vichy, il dandismo, la minigonna e la sex machine, l’arte e il mercato dell’arte – lo si può leggere anche come un pellegrinaggio esistenziale dove ogni tappa rimanda a una orgogliosa rivendicazione di diversità, sempre e comunque lontano dalla modernità di massa e dai suoi riti. La presenza di caratteri femminili d’eccezione – Arletty, Brigitte Bardot, Jane Birkin, Ella Maillart, Kiki di Montparnasse, Kate Moss – rende questo pellegrinaggio più lieve, un invito al viaggio e un antidoto alla fatica di vivere.

 

848
2020

Autore

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Stenio Solinas

Stenio Solinas è nato a Roma. Giornalista, vive e lavora a Milano. Tra i suoi libri, “Macondo e P38” (Il falco, 1980), “C’eravamo tanto a(r)mati” (Edizioni Settecolori, 1984), “Mostri degli anni Ottanta” (Edizioni Settecolori, 1986), “Per farla finita con la destra” (Ponte alle Grazie, 1997), “Compagni di solitudine” (Ponte alle Grazie, 1999), “L’onda del Tempo” (Ponte alle Grazie, 2001), “Percorsi d’acqua” (Ponte alle Grazie, 2004), “Vagamondo” (Edizioni Settecolori, 2008), “Da Parigi a Gerusalemme. Sulle tracce di Chateaubriand” (Vallecchi, 2011), “Gli ultimi mohicani” (Bietti, 2013), “Il corsaro nero. Henry de Monfreid, l’ultimo avventuriero” (Neri Pozza, 2015), “Genio ribelle. Arte e vita di Wyndham Lewis” (Neri Pozza, 2018), “L’infinito Sessantotto” (La Vela, 2018), “Saint Just. La vertigine della Rivoluzione” (Neri Pozza, 2020).