OGGETTO: Miyazaki e l'arte al culmine della vita
DATA: 15 Settembre 2023
SEZIONE: Metafisica
FORMATO: Visioni
Il maestro giapponese, così come Martin Heidegger prima di lui, trova nelle consolazioni della poesia la risposta ad un mondo fattosi pura speculazione scientifica.
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Il primo gennaio del 2024 uscirà nelle sale italiane il nuovo – difficile dire se sarà realmente l’ultimo – film del pluripremiato regista d’animazione giapponese Hayao Miyazaki: Il ragazzo e l’airone. Il tutto avviene a distanza di dieci anni da quel Si alza il vento che avrebbe già dovuto essere, nelle intenzioni del fondatore dello Studio Ghibli, il suo testamento artistico e spirituale.

Sembra, piuttosto, che tale testamento si stia delineando come in una sequenza di riflessioni. Una sequela narrativa in cui la melanconica anima dell’artista ha scelto di sparpagliare, come altrettante foglie al vento, il suo messaggio e la propria filosofia: l’universo della Ghibli sembra così disgregarsi in una serie di piccoli frammenti di nostalgia e di speranza. Questi racchiudono una visione del mondo divenuta, complice l’età non più giovanissima del regista giapponese, sempre meno fiducioso in merito alle sorti del mondo, della natura e dell’umanità, ed estremamente disillusa. La poetica di Miyazaki sembra protesa ad un gesto artistico puro, ma carico di significati. Lo stesso del poeta Leopardi fattosi ginestra per contemplare la miseria dell’umanità ma anche per stringerla in un’unica, immensa, social catena. Così dunque nel primo frammento in lingua inglese del film  – che in Giappone ha fatto registrare, questo luglio, un record di incassi assoluto – si può intravedere come un afflato vitale, ideale prosecuzione del “Le vent se lève! . . . il faut tenter de vivre!” di Paul Valery, sulle cui sillabe si incuneava Si alza il vento:

«Where death comes to an end, life finds a new beginning»

Il motore dell’esistenza artistica di Miyazaki si sintetizza così nuovamente in un inno alla vita e in una consapevolezza della morte. Una vita che disvela il suo volto solamente penetrandone i segreti. Descrivendo la densità di significati proprio di Si alza il vento, e che riassumono l’intero pensiero poetico di Miyazaki e dello Studio Ghibli, Marcello Ghilardi evidenzia questa spinta all’esistenza pura (mono aware) quasi disincarnata del suo protagonista, l’ingegnere ed inventore del caccia Mitsubishi A6M Zero, Jiro Horikoshi:

«Si tratta di una sensibilità per tutte le cose, poiché tutte sfuggono; è l’afflato venato da una certa malinconia per la bellezza di ciò che passa, è anche l’amore e il ricordo di ogni sensazione transeunte, la capacità di accogliere il fluire del tempo come ciò che costituisce l’intima essenza del vivere.»

Cosa c’entra tuttavia l’ingegneria aeronautica militare, applicata in questo caso alla costruzione di uno dei più micidiali caccia della Seconda Guerra Mondiale, con la più profonda essenza del vivere umano? Nel susseguirsi delle sequenze narrative della maggior parte dei film d’animazione di Miyazaki, emerge un atteggiamento ambivalente: all’orrore per la guerra e per la distruzione apportata dai grandi velivoli alati che già in Conan, rappresentano l’antitesi di un mondo di pacifica convivenza con la natura, si oppone il fascino per i velivoli umani come forma d’arte pura e proiettata al cielo. La tecnica presa in sé non è che un’estensione dei sogni e delle ambizioni dell’umano. Laddove essa sconvolge l’ordine naturale, diviene però anche altro. La bellezza tecnoscientifica (come quella dei caccia Zero), può diventare distruzione pura. Questo prolungamento dell’umano, rischia dunque di «ritorcerglisi contro».

La distruzione sembra però insita nel procedere umano, come lo è la morte per ogni singolo vivente. L’arte si pone al contempo come una fuga dal mondo e come un possibile modo di riequilibrare, per quanto possibile, il proprio rapporto con la tecnica. Tecnica che può essere anche artigianato, che può tradursi in un rapporto più libero, quasi dal sapore preindustriale. In Miyazaki e nella Ghibli riecheggia così Heidegger, filosofo (o poeta-filosofo) che a partire dall’angoscia dell’esistenza umana formula un giudizio sul destino dell’uomo nell’età del nichilismo, della tecnica giunti al declinare dell’Occidente globale.

L’arte di Miyazaki sembra prendere le mosse – o intuire con la medesima intensità – dallo sguardo disincantato, che dalla filosofia heideggeriana sembra condurre alla poesia. Per dirla ancora con Leopardi, sembra che l’arte e la poesia siano in effetti la soluzione contemplativa ad un mondo fattosi pura speculazione scientifica, entrambi sulle ceneri della filosofia. Un mondo divenuto altro da sé, tradotto in un insieme di risorse da sfruttare e non più come universo di significati; un mondo che abolisce ogni naturale stortura in nome di una tendenza continua alla perfezione, stampella e destino dell’Occidente fattosi Terra. Chi guarda e analizza la tecnica, filosoficamente e non soltanto, si avventura oggi in un campo ampiamente battuto. Mentre rimane nascosto quel sottile afflato di chi ne ha scorto i primordi e di chi, d’altra parte, ha visto quasi integralmente la propria cultura cancellata da un modello economico e sociale improntato alla crescita smisurata. Dimentichi della morte o in costante sfida per sconfiggerla, cadiamo nell’astratto, lontani dai luoghi, dalle persone e da un’esistenza autentica. La stessa che è racchiusa nei più sottili ed infantili giochi d’amore e di amicizia contenuti nel cinema di Miyazaki. L’esistenza è quella di personalità giovani e del loro desiderio di volare, accompagnati dal vento del divenire incessante:

«Il riferimento è a quella stagione indefinita della vita che si colloca tra infanzia e adolescenza, quando nella personalità e nell’immaginazione di un essere umano si concentrano potenzialità indefinite e molteplici, quando insieme alla capacità di concentrazione resiste uno sguardo incantato, innamorato delle cose.»

Il richiamo è dunque ad una vita pura, d’angoscia e di sogno. Allo stesso modo è importante il gesto dell’artigiano, o la vita vissuta e autentica, in grado di scorgere e di immergersi nell’arte e nella bellezza, a potersi realizzare realmente nel tempo. La consapevolezza della morte permane. Immutabile resta il destino. Le radici umane resistono, nondimeno, così come il posto, pur flebile, dell’uomo nel mondo. Nostalgici e accomunati dal loro sguardo d’insieme sulla tecnica e sul declinare dell’umanità, Miyazaki ed Heidegger delineano così una delle grandi traiettorie del pensiero filosofico contemporaneo, sia esso in forma cinematografica o sotto forma di trattato. Non si guardi però alla nostalgia come ad un ostacolo o all’arte come a qualcosa di diverso dal vero filosofare, come su IlBlast:

«Non c’è da fare i nostalgici, non c’è da farsi ingannare da una narrazione, da queste poesie. Sono arte! Bisogna prenderle per quello che sono, non pretendere di più. Per noi è il momento di riprendere a discutere ed argomentare, di ricostruire il sistema e la narrazione.»

In effetti, pur non dovendosi ridurre a questo, l’arte suggella un destino filosofico che è quello delle civiltà euro-occidentali e del mondo plasmatosi a sua immagine e somiglianza. Il ricordo del passato che si riduce a pura contemplazione in luogo dell’azione; l’arte o la poesia che rappresentano gli ultimi strumenti a disposizione dell’umano per cogliere il proprio destino, sono anche il nodo decisivo e il significato più alto dell’intera riflessione filosofica umana, ben sintetizzabile nel Nulla e la poesia di Emanuele Severino:

«Il genio del deserto assume allora su di sé la responsabilità dell’intera storia dell’Occidente e del Pianeta, diventa anzi il luogo in cui viene decisa l’inesistenza della felicità del tutto; custodisce in sé e sopporta il peso di ciò che l’ultimo paradiso [quello della tecnica] affida, quando affida tutto se stesso al rischiaramento del senso della verità.»

La ricerca filosofica diviene dunque ascolto e ricerca silenziosa di frammenti, lontani dal rumore dell’antropocene. Frammenti che talvolta emergono come nell’errare di Heidegger o come nell’incedere del vento in Miyazaki.

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