L'Assessore e i Menhir in Sicilia

Intervista ad Alberto Samonà
Intervista ad Alberto Samonà

Aberto Samonà, al momento della sua nomina, è stato l’uomo delle polemiche in Sicilia: assessore alla cultura del governo Musumeci, uomo  di destra, molto di destra, da sempre outsider nel mondo della cultura siciliano, un po’ per sua scelta e un po’ per scelta altrui, visto che non è tipo da salotti radical chic, i salotti che contano e ti fanno transitare nel gotha dell’intellighenzia. Eppure giornalista, scrittore di ottimi libri, cultore di esoterismo, cristianesimo ortodosso, tantra e religioni orientali, ma il suo difetto principale secondo il vellutatissimo, velleitario ed apparentemente colto mondo della cultura siciliano è quello di essere della Lega. Sì, insomma di avere certe simpatie per il diavolo, il diavolo in questo caso dovrebbe essere lo spauracchio Matteo Salvini, o Salvuccio, come lo chiamo io, si perché in Sicilia se non sei di sinistra, ti chiedono subito se sei di destra, come in Italia e quindi nel mondo, perché Sicilia è provincia di tutte le province del mondo: dai nemici mi guardo io che dagli amici mi guardi dio, sembra un motto calzante. Tanti i politici sicilianisti che hanno fatto male alla Sicilia, che l’hanno svenduta e plagiata, violentandola, ed allora ecco, un assessore terrone tra i padani forse ci voleva, e Alberto ha scelto l’apparente nemico del terrone (almeno secondo la rappresentazione di quella Lega Nord antimeridionale che oramai esiste solamente per gli anti-leghisti) e lo ha abbracciato, convinto che solo da lì si potrà fare bene: una scelta come nel suo stile, ovvero controcorrente. Eppure io Alberto me lo ricordo, perché mio amico ed al di là di leccaculismi di maniera, è sempre stato uno che si è rotto il culo, come si dice a Parigi, ovvero una scintilla, uno schizzo, sì, insomma uno che non stava mai fermo: libri, conferenze, seminari. Uno pure con me sullo Sciamanesimo, e poi direttore di giornali online, alcuni letteralmente fondati da lui. Alberto ha sempre bazzicato la cultura ed il culturame siciliano, partendo dalla cronaca giudiziaria come nel suo stile caustico e provocatorio. I progetti non gli sono mai mancati, uniti ad una passione viscerale e patriottica per la destra e le visioni controcorrente, a volte quasi ossessiva, riversata sui social e non: immancabili le sue battaglie con troll e hater di sinistra e almeno in passato le sue battute provocatorie in stile vecchia destra, sì insomma un po’ sboccate, di certo politicamente scorrette e senza fronzoli.

Uomo di destra quindi, ma spirituale, colta, e in questi giorni in cui Scanzi è arrivato a dire che gli intellettuali di destra non sono mai esistiti, Alberto – che si è formato tra Evola, Tolkien, Eliade, Tomasi di Lampedusa e Buttafuoco – dovrebbe essere un ectoplasma. E lo stesso insopportabile, ma pur bravo e colto, Vittorio Sgarbi che si è sempre seduto tra i banchi della destra, allora cosa sarebbe? E Gabriele D’Annunzio? Oggi nei cinema con la faccia di Sergio Castellitto? Per farlo apparire più di sinistra, più dei nostri insomma… aumma aumma. Eppure Alberto è lì e resiste, ed in pandemia è un vulcano di idee e proposte. Ha rivoltato come un calzino un assessorato un po’ ingessato e gli ha messo benzina super nel motore; gira la Sicilia archeologica e non, in lungo ed in largo, con uno sguardo al contemporaneo e ai vecchi siti storici e gloriosi, Agrigento, Segesta e Selinunte su tutti. E non è tutto, perché da un  po’ Alberto mette una certa attenzione ed una serie di iniziative da intraprendere nel mondo pressoché intoccato della pre e protostoria siciliana, in riguardo ad una strana valle dei Menhir recentemente scoperta a Cerami in provincia di Enna. Nel marasma della politica reale, in un’Isola dal potenziale culturale praticamente ancora inesploso e inesplorato, cerco di fare due domande non noiose, a questo addetto alla cultura che era un po’ contro, e che adesso è nel sistema politico siciliano.

Al di là delle polemiche destra e sinistra come ci si sente a stare su quella poltrona, dopo che schiere di odiatori avevano provato a bullizzarti con ogni forza?

È un lavoro importante quello che sto facendo da un anno come assessore dei Beni culturali e dell’Identità Siciliana. Un lavoro impegnativo, che non mi dà il tempo (e francamente non ne avrei comunque alcuna voglia) di soffermarmi sulle idiozie: i bulli di ieri, leoni da tastiera pronti a vomitare odio sui social, sono oramai in silenzio, fra la rabbia per un assessore leghista che sta facendo bene e la considerazione che, forse, prima di parlare sarebbe stato più opportuno guardare ai risultati.

Riesci a spiegarti il perché del pregiudizio culturale sulla Lega? Cioè si insomma, chi è della Lega per i vostri avversari, è stupido, rozzo, incolto, ignorante  e quindi non può stare a fare  l’assessore alla cultura e identità siciliana.

Il pregiudizio di fondo è che la Lega, essendo un partito nato al Nord, non poteva governare al Sud. Un teorema infondato, visto che oramai da anni Matteo Salvini ha dato un’impronta totalmente diversa all’azione politica della Lega, che è diventato il partito più meridionale d’Italia, almeno stando al numero di amministratori del Sud che hanno aderito al progetto leghista. E poi di fondo c’è la solita solfa di molta sinistra, secondo cui chi non è come loro e non è, dunque, disposto a sottomettersi al verbo mondialista del progressismo “made in” allora è un nemico da eliminare. Vecchia storia.

Hai avuto una piccola parentesi cinque stelle ora quel partito ha rinnegato la sua anima di destra per diventare quasi totalmente di sinistra. Tu ne avevi il sentore?

Il Movimento 5 stelle non è mai stato un movimento di destra, ma in una certa fase della sua storia, per molti italiani (e anche per me) aveva rappresentato un’alternativa a una certa politica stantia, all’Italia del post-Prodi, del montismo e poi del renzismo. C’era nel M5s un movimentismo interessante, accompagnato anche dall’idea di sviluppare una politica per i cittadini che partisse dal basso. Erano sintesi interessanti, ma poi non appena il Movimento è approdato in parlamento, invece di aprirlo come una scatoletta di tonno, come da proclami, si è immediatamente adeguato alla strizzatina d’occhio di questo e di quello, perdendo la propria spinta propulsiva iniziale. Al contrario, la Lega – che non è un partito di destra come erroneamente si crede – ha un progetto di Paese che è chiaro, nel quale i temi della sicurezza, dell’identità, del lavoro, del sociale, della famiglia, dell’impresa, sono propedeutici alla costruzione di un’Italia del domani assolutamente possibile. Ed è per questo che nella Lega convivono in totale armonia persone con provenienze culturali di destra, di centro e di sinistra. Perché la rivoluzione gentile del cambiamento non è altro che una rivoluzione italiana. E quindi, potenzialmente, appartiene a tutti i cittadini di buona volontà.

Sapresti dirmi l’intellettuale di destra che più ti ha influenzato, se c’è?

Ce ne sono almeno un’ottantina, giusto per rispondere a chi ha affermato, senza sapere di cosa stesse parlando, che non esiste un intellettuale di destra da circa trecento anni. Quando questa ignoranza invade giornali e tv, allora sì che occorre preoccuparsi perché siamo al trionfo della banalità e del pressappochismo.

Non vorrei annoiare con la solita domanda sui fondi regionali, ma chi ti ha criticato o bersagliato ha mai finito per strisciarti davanti con progetti improponibili?

In pochi a dire il vero, ma qualcuno che è venuto con il piattino in mano per chiedere contributi c’è stato fra chi ieri mi contestava e poi ha cambiato strategia. Vabbè poca roba. Andiamo oltre…

Voglio annoiarti, il bilancio per il 2021 è stato approvato? Come destinerete questi fondi ? Ci sarà spazio per gli artisti contemporanei in Sicilia?

Il contemporaneo è importantissimo. Abbiamo pensato a un focus che parta dal ripensare Palazzo Riso nel contesto di Palermo e della Sicilia, ma anche con uno sguardo sulle esperienze artistiche siciliane a vari livelli. Un museo d’arte contemporanea deve guardare al contemporaneo, anche alla sua storia, altrimenti è destinato a non avere un futuro. Il governo ha anche investito un bel po’ di quattrini sull’adeguamento dell’Albergo delle Povere, che tornerà presto alla sua naturale funzione per ospitare grandi mostre. E poi gli artisti, guarda ti dico la verità, un sacco di arte contemporanea o cosiddetta tale secondo me è davvero assurda. Installazioni deliranti, messaggi fuorvianti, l’invasione del politically correct nell’arte. Insomma il trionfo del nulla cosmico. E poi ci sono gli artisti, quelli veri, che sono una bella rarità. Ma quando scopri una loro opera rimani affascinato.

Evitando la solita noiosa domanda sulle difficoltà della pandemia, una delle cose che più mi ha colpito delle tue ultime decisioni, specie in ambito archeologico, è aver destinato finalmente un appoggio agli studi sulla protostoria siciliana, la valle dei Menhir e dei culti solari di Cerami nell’ennese ne è un esempio. Sai bene che tutto questo potrebbe essere un patrimonio culturale quasi del tutto inesplorato negli ultimi anni in Sicilia, lo incoraggerai ancora in futuro?

C’è un gruppo di studiosi molto attivo che sta lavorando in tal senso per dare scientificità alle proprie intuizioni e non vedo perché dovrei ostacolarlo. Stanno presentando studi interessanti. Vorrei aggiungere che la Sicilia sta vivendo da mesi oramai una vera e propria “primavera dell’archeologia”: un periodo di ripresa in grande stile degli scavi archeologici un po’ dappertutto con accordi con università italiane e straniere. Un entusiasmo che gli addetti ai lavori mi dicono che non si vedeva da anni. E poi anche l’archeologia subacquea con le scoperte recenti. Insomma, si respira una bella atmosfera in Sicilia, finalmente.

Hai letto la Palermo Male il mio libro, lo consiglieresti?

L’ho letto e non lo consiglio. Se lo leggessero finirebbero per odiare anche te.


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