OGGETTO: Iperluoghi #5
Dal Dispaccio #18 del 29.04.2024
Vienna negli anni Sessanta è al confine della cortina di ferro e centro strategico per l'attività spionistica sovietica. Uno dei luoghi segreti, tutt'ora frequentato da personalità di primo piano, era - ed è - il Ristorante Pürstner di Riemergasse, a pochi passi dall'Ambasciata Russa e dalla Cattedrale di Santo Stefano.
VIVI NASCOSTO. ENTRA NEL NUCLEO OPERATIVO
Per leggere via mail il Dispaccio in formato PDF
Per ricevere a casa i libri in formato cartaceo della collana editoriale Dissipatio
Per partecipare di persona (o in streaming) agli incontri 'i martedì di Dissipatio'

Sul sito ufficiale si legge che il ristorante Pürstner è contraddistinto dalla tipica “ospitalità e cordialità austriaca”. È certo che sia così, anche perché dai tempi della guerra fredda Pürstner non è un tipico ristorante d’alta fascia per la buona borghesia viennese. In attività da tre generazioni, a metà degli anni Sessanta questa piccola tavola calda sita al 10 di Riemergasse a Vienna comincia a essere frequentata da spie e informatori sovietici.

Questo articolo è stato inserito nell’ultimo Dispaccio, una lettera confidenziale di 8 pagine in pdf riservata ai membri del nucleo operativo di Dissipatio con contenuti e informazioni esclusive e inedite. Sempre da stampare, maneggiare, e conservare con cura.

Per ricevere il Dispaccio entra nel nucleo operativo

I più letti

Per approfondire

"Le grandi potenze non hanno il tempo di fare l'aperitivo". Dario Fabbri sale in cattedra

La geopolitica pura invece è in qualche modo miserabile per eccellenza perché si occupa delle miserie delle collettività cioè il loro modo di stare al mondo che poi diventa la massima civiltà, perché le civiltà nascono appunto dalle miserie, cioè dal terrore degli altri.

La Repubblica Islamica dell’Iran tra Occidente e Russia

La strategia di Mosca di accettare il “pentimento” e l’avvicinamento del presidente turco Erdogan, ha di fatto cambiato gli equilibri strategici nel Medio Oriente.

Uno e trino

La solitudine di Viktor Orbán.

Il vento svizzero e la pace rimandata

All'indomani della Conferenza di Pace in Svizzera - che ha visto la firma del comunicato finale solo di ottanta su novantadue Paesi partecipanti - e nei giorni in cui Vladimir Putin ne ha parlato apertamente, di pace ancora nessuna traccia negli obiettivi dei governi. L'Occidente ringalluzzito sembra voler continuare a dare battaglia ancora per molto tempo.

Martiri e leggende

Qassem Suleimani non era soltanto considerato un soldato di altissimo profilo bensì un'icona popolare e ora, nell'immaginario sciita, siede accanto all'Imam Hussein, da martire.

Gruppo MAGOG