La nuova musica nasce morta

Ogni giorno vengono caricate 106.000 nuove tracce sulle piattaforme digitali, ma l'algoritmo promuove i cataloghi storici perché sono gli unici provvisti di quella densità simbolica che la sovrapproduzione del presente ha reso impossibile costruire. La socializzazione degli strumenti di produzione prometteva di liberare l'artista, ma lo ha invece dissolto nell'anonimato del flusso.

Il partito di Fabrizio Corona

Il re dei paparazzi annuncia un partito entro dicembre, evoca finanziamenti di Trump e rivendica settanta milioni di interazioni. Il vuoto che dice di voler riempire - giovani, astensionisti, anti-sistema - esiste davvero. Che la risposta sia lui, è tutto da dimostrare.

La Turchia vince in Iran

Ankara avanza in Medio Oriente con la propria "diplomazia della neutralità" mentre Teheran arretra. Ma il confronto con Israele resta la variabile più pericolosa e indesiderata dell'intero scacchiere regionale. Il recente incontro con il ministro della difesa egiziano segnala la costruzione di un blocco sunnita alternativo.

L'ombra di Epstein sull'AI

Jeffrey Epstein investiva sull'AI e ad essa aveva dedicato una branca nella sua fondazione. Costruì una rete di finanziamenti nel settore, e riceveva proposte di ricerca da scienziati di tutto il mondo. La sua visione - l'AI come motore di cambiamenti sociali enormi e come fonte di nuove incommensurabili ricchezze per una ristrettissima élite - si è rivelata, col senno di poi, clamorosamente esatta.

Una guerra che serve a tutti

Mentre i Volenterosi si riarmano, gli americani tentano di riaprire i canali diplomatici con Mosca. I più furbi si espongono fino quasi a confondere la tutela dell’interesse nazionale con il protagonismo. L’Italia, sulla carta in guerra con nessuno, nel disordine generale si muove meglio degli altri. Roma insegna la tattica dell’ambiguità, restando dentro senza mostrarsi troppo ed esponendosi quel tanto che basta nel tentativo di districarsi in un conflitto che nessuno sembra ormai capace di governare.

A Mosca i bambini dicono "six seven"

Oltre la cortina di ferro si cantano ancora le band inglesi, i cinema si riempiono di blockbuster piratati e McDonald's ha cambiato nome ma non i panini. Il Cremlino sa che il dominio culturale occidentale è incontrastato. L'industria americana sforna meme, popstar e format televisivi senza fermarsi un giorno, e nessun sistema di potere ha ancora trovato il modo di resisterle davvero.

L'angoscia dietro la tecnica

Le risposte approssimative stanno minando le fondamenta della società occidentale. L'intelligenza artificiale vende felicità a corto respiro, perché svincolata da qualsiasi necessità di affermare il dubbio, vero motore della creatività. Solo quando quest'ultimo tornerà al centro, allora, potremo osservare una rinascita filosofica.

La spia che vinse la guerra di Troia

Mentre Achille combatteva e Odisseo tramava, fu un soldato sconosciuto a decidere le sorti di Troia. Sinone si fece catturare, si sfigurò il volto, rinnegò il suo stesso nome e resistette alle torture pur di sembrare credibile. Il film di Nolan l'ha riportato all'attenzione del grande pubblico, ma la sua lezione va ben oltre il mito: le guerre non le vincono i più forti, le vincono quelli che fanno credere al nemico di aver già vinto.

Gli occhi di Roma

La Santa Sede non ha mai smesso di essere una potenza. Nunziature, archivi, episcopati, comunità disseminate in ogni continente - una rete informativa senza equivalenti nel sistema internazionale, costruita in secoli di presenza capillare. Il volume curato da Mario Caligiuri - "Il Vaticano e l'intelligence. Osservatore e osservato nella storia politica della Santa Sede" (Rubbettino, 2026) ne ricostruisce questo particolare aspetto della sua storia senza cedere alla dietrologia.

Il naufragio della strategia

Diritto, potenza e disordine in Ucraina: la guerra ha mostrato i limiti di una strategia fondata sull’idea che la superiorità tecnologica, l’attrito economico e la prosecuzione indefinita del conflitto possano condurre alla vittoria. L’invasione russa viola il diritto internazionale, ma comprenderne le cause non significa giustificarla. Significa interrogarsi sul rapporto tra diritto e potenza e sulle conseguenze dell’allargamento dell’ordine occidentale dopo la fine della Guerra fredda. Alla fine, la questione decisiva non sarà soltanto come vincere la guerra, ma quale ordine europeo costruire dopo di essa.

Leon Panetta

«La più grande paura di un direttore della CIA è essere colto di sorpresa, perché una falla nell'intelligence finisce inevitabilmente per esporre il Paese e il Presidente. La nostra responsabilità fondamentale è quindi impedire che ciò accada. Per questo occorre mantenere sempre lucidità, attenzione e concentrazione, cercando per quanto possibile di anticipare anche ciò che, per sua natura, sembra imprevedibile»

Il sogno sfumato di un neo-ottomanesimo

Il mito turco costruito attorno a Recep Tayyip Erdogan si scontra con la realtà di un paese che gestisce il caos ai propri confini con ambizioni molto sentite ma capacità ancora limitate. La Siria resta il banco di prova principale.
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