Ai confini dell’Europa

La situazione a Ceuta è tutt'altro che risolta, nonostante i proclami del governo spagnolo. Quanto accaduto nelle ultime settimane dimostra ancora una volta la fragilità dei confini sanciti dal trattato di Schengen. Il caos generato da decenni di guerre in Medio Oriente continua ad essere esiziale per la stabilità di un’Unione Europea lontana e distratta.

La dissoluzione del Regno Unito

Nel cortile di Buckingham Palace l’Union Jack viene ammainata lentamente per l’ultima volta. L’insieme delle croci di San Giorgio, Sant’Andrea e San Patrizio scompare piega dopo piega, chiudendo la storia di uno Stato costruito unendo regni, nazioni, persino isole diverse. È una scena ancora soltanto immaginaria, ma non più inconcepibile. Scozia, Galles e Irlanda del Nord hanno oggi governi guidati da forze nazionaliste e, riuniti a Cardiff, hanno chiesto a Londra di aprire la strada a nuovi processi di autodeterminazione.

La necessità di uno Zar

Russia Unita ha vinto con quasi il 60% dei voti, come previsto da tutti. Eppure nessuna elezione è mai una pura formalità: la parvenza dell'esercizio democratico serve a legittimare il potere, anche quando il risultato non è in discussione. Quello che il voto non risolve è la crisi ideologica - il calice del Russkiy Mir si svuota, la guerra dura da 1700 giorni senza l'epica della Grande Guerra Patriottica, e i veterani che torneranno dal fronte peseranno sulla storia russa molto più di qualsiasi voto elettorale.

Sullo stato mentale delle nuove generazioni

Il 59% dei giovani italiani tra 18 e 24 anni vive in uno stato di stanchezza emotiva o difficoltà attiva nel gestire il quotidiano, tredici punti sopra la media globale. L'uso di psicofarmaci tra bambini e adolescenti è più che raddoppiato in quattro anni. Il 38% degli under 35 si fida più di un chatbot che di uno psicologo. Dietro questi numeri c'è una società che ha smantellato i legami comunitari e ridotto ogni persona a ingranaggio del mercato.

L'ultimo spettacolo di Beppe Grillo

Dal duello a distanza a colpi di video con Giuseppe Conte, reo di avergli scippato il movimento e di averlo istituzionalizzato tradendone i valori, alla pubblicazione sul proprio blog lo scorso 29 luglio di una dura invettiva contro la sua creatura politica, il visionario padre padrone del partito pentastellato è tornato a farsi sentire sulla scena politica del paese, ammiccando alle utopie libertarian dei padroni della Silicon Valley per solleticare l’elettorato antisistema M5S delle origini più refrattario alla "Grosse Koalition" col PD.

Congo, guerra infinita

Tshisekedi lancia un dialogo nazionale per rifondare lo Stato, ma esclude l'M23 che occupa i Kivu e gli uomini di Kabila, condannato a morte in contumacia. L'opposizione ci vede la manovra per un terzo mandato vietato dalla Costituzione e ricorda come finì la Conferenza sovrana di Mobutu. Intanto Kigali muove i ribelli e Washington firma accordi sulle miniere. Il Congo resta il paese più ricco e meno governato del continente.

Tutti contro il 44%

La vittoria dell'Alternative für Deutschland (AfD) nella Sassonia-Anhalt non costituisce più soltanto una protesta circoscritta alla Germania orientale. Il muro edificato per contenerla non riesce più a impedirle di conquistare una legittimazione elettorale di massa. Tra gli accordi di palazzo, l’inquisizione morale e burocratica del vecchio potere, emerge una Germania profonda che pretende di ridisegnare il futuro della nazione. Il valzer dei perdenti sta per cominciare.

L'ombra di Epstein sull'AI

Jeffrey Epstein investiva sull'AI e ad essa aveva dedicato una branca nella sua fondazione. Costruì una rete di finanziamenti nel settore, e riceveva proposte di ricerca da scienziati di tutto il mondo. La sua visione - l'AI come motore di cambiamenti sociali enormi e come fonte di nuove incommensurabili ricchezze per una ristrettissima élite - si è rivelata, col senno di poi, clamorosamente esatta.

Una guerra che serve a tutti

Mentre i Volenterosi si riarmano, gli americani tentano di riaprire i canali diplomatici con Mosca. I più furbi si espongono fino quasi a confondere la tutela dell’interesse nazionale con il protagonismo. L’Italia, sulla carta in guerra con nessuno, nel disordine generale si muove meglio degli altri. Roma insegna la tattica dell’ambiguità, restando dentro senza mostrarsi troppo ed esponendosi quel tanto che basta nel tentativo di districarsi in un conflitto che nessuno sembra ormai capace di governare.

A Mosca i bambini dicono "six seven"

Oltre la cortina di ferro si cantano ancora le band inglesi, i cinema si riempiono di blockbuster piratati e McDonald's ha cambiato nome ma non i panini. Il Cremlino sa che il dominio culturale occidentale è incontrastato. L'industria americana sforna meme, popstar e format televisivi senza fermarsi un giorno, e nessun sistema di potere ha ancora trovato il modo di resisterle davvero.

Che cosa sono i cloud

Per trent'anni il digitale si è venduto come smaterializzazione: lessico etereo, estetica aerea, promessa di un sapere svincolato dalla gravità. Ma tutto solo per nascondere ciò che era in realtà: capannoni di cemento armato, cavi sul fondo del Mar Rosso, terre rare estratte in pochi paesi. Il 5 maggio l'ONU ha ammesso per la prima volta che il modello stesso ha raggiunto un limite. Due giorni dopo, un surriscaldamento negli USA ha mandato offline centocinquanta servizi in cascata. La concentrazione non è più negoziabile: si consolida per inerzia e si interrompe per esposizione.

La diplomazia parallela di Jeffrey Epstein

Tra i milioni di documenti pubblicati su Jeffrey Epstein emerge un suo ritratto inusuale: non solo predatore sessuale, infatti, ma anche connettore informale tra presidenti dell'ONU, ministri degli Esteri, uomini d'intelligence saudita, e rampanti politici europei. Nessun ruolo e nessuna coerenza, un solo principio cardine: chi entrava nella sua rete diventava utile, ricattabile o entrambe le cose.
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