Missione compiuta

L'11 aprile la capsula Orion è ammarata nel Pacifico con i quattro astronauti della missione Artemis II, primo sorvolo lunare con equipaggio dal 1972. Un traguardo da 93 miliardi di dollari in cui l'Italia ha recitato un ruolo tutt'altro che marginale: Thales Alenia Space ha costruito a Torino il telaio strutturale del modulo di servizio europeo, cuore propulsivo e vitale della navicella.

L'uomo torna sulla Luna

Da una parte Artemis II, dall'altra Tianwen-3: la nuova corsa allo spazio aumenta drasticamente le probabilità di scoprire vita extraterrestre. Un evento che sarebbe cruciale per la geopolitica quanto lo fu lo Sputnik nella Guerra Fredda. Ma il diritto spaziale internazionale non è pronto: mancano accordi su come gestire campioni biologici e prevenire contaminazioni. Serve urgentemente cooperazione tra superpotenze per evitare il caos.

Garlasco, o della coazione a ripetere

La cronaca nera come dispositivo narrativo permanente della televisione italiana. Il caso Garlasco diventa il paradigma di una macchina mediatica incapace di fermarsi. Come nella teoria freudiana della coazione a ripetere, il mezzo televisivo replica all’infinito lo stesso racconto, trasformando il vuoto informativo in intrattenimento e sacrificando verità, complessità e creatività sull’altare dell’audience.

Governare l'onda

La nuova Relazione dell'intelligence e il report NATO sulla guerra cognitiva riconoscono che la stabilità delle democrazie dipende sempre più dall’ambiente informativo. Piattaforme, polarizzazione e competizione politica hanno generato un’onda che gli attori politici hanno imparato a sfruttare. Quando gli Stati cercano di governarla come un problema di sicurezza, la distinzione tra difesa e controllo diventa incerta.

Palantir e l’architettura invisibile del potere

L’intelligenza artificiale sta ristrutturando lo Stato attorno a sistemi tecnici che calcolano priorità, orientano decisioni e ridisegnano la sovranità, trasformando la politica da spazio di scelta e conflitto sui fini in architettura operativa che sa sempre più “come” ma sempre meno “perché”.

L'avvento della physical AI

Una nuova frontiera della tecnica si profila all’orizzonte: non più l’astrazione simbolica, ma macchine che penetrano il mondo fisico, cancellando la distanza tra calcolo e azione. Un progresso che non si limita a estendere le capacità operative, ma riconfigura l’orizzonte entro cui l’agire umano può ancora sottrarsi alla logica della funzione.

Il complottismo secondo Lanthimos

Il film del regista greco è una accurata riflessione su come funziona una “mente cospirazionista” e su come una fake news vecchia di secoli - la bugonía - possa celare un briciolo di verità.

Sonnambuli sul bordo del precipizio

Il nuovo documento tattico americano, insieme al presunto leak che ne ha amplificato la portata politica, si inserisce in un quadro segnato da tensioni ibride tra Washington e le cancellerie europee, e da una crescente normalizzazione del rischio bellico. La distanza percettiva tra alleati, unita all’incapacità di leggere la profondità psicologica dei conflitti, espone il continente a scelte dettate più dall’inerzia che da una reale lucidità strategica.

Le macchine pensano, dunque sono

Nel confronto sempre più serrato tra mente umana e intelligenza artificiale emerge un territorio affascinante, dove memoria e consapevolezza si intrecciano. L'accelerazione delle macchine apre interrogativi su un possibile inconscio artificiale, su nuove forme di vita create dal capitale e sul fragile confine che domani potrebbe unire, invece che separare, biologico e digitale, in un dialogo sorprendente nuovo.

Ostaggi della cultura di massa

Attraverso Masscult e Midcult, Dwight Macdonald già sessant'anni fa smascherava la cultura di massa come esito della produzione autoreferenziale moderna, dove ogni forma, pensiero e desiderio si riducono a consumo. Nel suo testo (ripubblicato nel 2018 da Piano B Edizioni) mostrava come la società contemporanea, fagocitata dal piacere e dalla distrazione, abbia dissolto l’arte, la coscienza e l’individualità in un eterno ciclo di simulazione, consenso e alienazione collettiva.

Fino a che punto conta il diritto internazionale

Dalla prima referral per il Darfur alla crisi libica del 2011, il dispositivo del Consiglio di Sicurezza verso la Corte Penale Internazionale rivela la trasformazione del diritto in spettacolo: uno strumento politico che estetizza la colpa, legittima la forza e produce immagini più che giustizia. La giurisdizione universale diventa teatro mediatico, simulacro d’un ordine morale incapace di agire, residuo della sovranità liberale post-Guerra Fredda.

I data center e noi

È in atto nella sfera globale una metamorfosi fatta di codici binari e di server onniscienti. Spazi vitali si scontrano su un terreno virtuale, ma allo stesso tempo gli effetti di questo conflitto diventano ontologie fisiche. Stiamo parlando dei Data Center, strutture informatiche di vetro e acciaio nelle quali si conservano le conoscenze del mondo di ieri, di oggi e, ancora più importante, di domani.
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