Nato a Roma nel 1992, editore. Ha fondato la casa editrice GOG, di cui è direttore editoriale.

L’uomo che inventò il futuro

Lo abbiamo trovato leggendo le "Particelle elementari" di Houellebecq, quando il protagonista, a un certo punto, lo cita e ne parla. Che cos'è? Si tratta di un piccolo manifesto pubblicato da Julian Huxley (fratello maggiore di Aldous, nonché Presidente Unesco e fondatore del WWF) nel 1931. É il primo manifesto programmatico del transumanesimo.

La rivoluzione dei declassati 

Jan Wacław Machajski avverte con largo anticipo la nascita dello Stato burocratico, un nuovo Leviatano, una nuova tecnocrazia, dove i “capitalisti del sapere”, benché socialisti, continueranno a svolgere una funzione di dominio sulle masse. GOG Edzioni pubblica "La dittatura dell'intellighenzia".

Non voglio vivere in una Smart City

La Smart City è settata sullo stile di vita nordico, scandinavo, anglosassone e non ha niente a che vedere con la civiltà mediterranea e la sua morfologia esistenziale. Noi non vogliamo vivere in queste giungle di monitor e di silicio, né regredire alla fase anale sopra un monopattino. Lasciamo che ogni città si esprima a suo modo senza dover ricorrere alla pianificazione tecnologica.

Potere al potere!

Trasformismi, rimpasti, riconfigurazioni: la stabilità del potere, in Italia, è data dalla sua instabilità. Questa incertezza cronica del potere fa sì che nessuno voglia ammettere di detenerlo o di esercitarlo. Il nostro banco degli imputati politici è sempre vuoto. Ben venga, quindi, un potere che voglia esercitare il potere, anche solo per sapere chi è il Re e quali teste, in caso, dobbiamo tagliare.

Tutti Mitomani

Si dicono giornalisti ma sembrano influencer. Auto-referenziali, egocentrici, mettono sempre se stessi al centro di ogni narrazione. Parlano di tutto ma non sono esperti di niente. Poca credibilità e molti like. Sono i professionisti della mitomania. Ne abbiamo parlato con chi si spende quotidianamente nel "debunking" di questo fenomeno.

Il narcisismo del volontariato

La pandemia ha chiuso i confini e ci ha liberato dalla passerella di giovani occidentali in posa tra le capanne di fango. Ora che non possono più andare in Africa a fare i cooperanti per il tempo di un selfie e cambiare la propria foto profilo di Instagram, i Millennial scoprono che il loro vuoto interiore è vasto come il Sahara. I maschi si riappropriano del culto del corpo. Le donne hanno ricominciato a fare il pane. Riaprite le frontiere prima che si torni alla normalità!

Contro la sincerità

Facciamo a gara nel dirci sinceri, quindi trasparenti, infin dei conti leggibili, decifrabili. Ma la nostra sincerità non è proprio la merce più ambita dal capitalismo della sorveglianza? L'utente sincero non è forse il sogno di ogni algoritmo?

Difendiamo i nostri pregiudizi

I progressisti hanno instaurato uno stato di “rivoluzione permanente”: tutto ciò che facevamo fino a ieri è una forma di discriminazione e di razzismo, di violenza o di sopruso, di regressione e di intolleranza. Alla pari di software obsoleti, noi dovremmo sacrificare al trend e all’hashtag del momento le nostre convinzioni. Difendiamole!

Tutta colpa di Fight Club

La musica su Spotify. I film su Netflix. I documenti su Cloud. I libri su Kindle. L’enciclopedia su Wikipedia. Le foto su Instagram. Il lavoro su Drive. Il cibo su Glovo. Siamo nullatenenti. Affittuari di esperienze. E se vi dicessimo che la colpa è di Fight Club, un’apologia del post-capitalismo?

Le femministe contro Elliot Page

Se Elliot Page uccidesse una donna, commetterebbe un femminicidio? Storia breve di un cortocircuito.

RAV, un reazionario

Raffaele Alberto Ventura, milanese, classe 1983, oggi vive e lavora a Parigi. Animatore del blog Eschaton, autore Minimux fax ed Einaudi, collabora con «Esquire», «Linus», «Le Grand Continent». È un reazionario.

Perché Malcolm X mette in crisi la sinistra

Restio all’integrazione e convinto della necessità di un ritorno in patria per gli afroamericani, contrario alle marce per la pace e sostenitore di una rivoluzione integrale, Malcolm X è un Sant’Agostino a mano armata o un Che Guevara metropolitano, in ogni caso un’icona inadoperabile a sinistra: non fa comodo neanche al movimento Black Lives Matter, un fenomeno superamericanista che non ha niente a che vedere con il ritorno all’identità di cui parlava Malcolm X
Carica altro