Classe 1995, nato a Genova, vive tra Roma e Milano. Dopo la laurea in Relazioni Internazionali si trasferisce a Mosca per studiare Politics, Economics, Philosophy alla HSE. Ha collaborato con diverse testate prima di arrivare a Dissipatio, di cui è caporedattore.

La Finlandia non è più quella di una volta

Dietro l’immagine idealizzata della patria del welfare, dell’istruzione d’eccellenza e della felicità, dalle parti di Helsinki si nascondono crisi strutturali e contraddizioni profonde: stagnazione economica, debito crescente, disoccupazione elevata, declino tecnologico, tensioni con la Russia e fallimenti della politica di spesa. La sanità e la scuola, un tempo vanto nazionale, mostrano limiti evidenti, mentre le riforme di austerity e le sfide geopolitiche mettono alla prova l’idea stessa di modello nordico sostenibile.

Ideologie da post-orgia

Tutto è politico, eppure la politica non è mai stata così sterile come oggi. Anton Jäger nel suo saggio "Iperpolitica" (Nero Edizioni, 2024) ricostruisce quelle che a suo avviso sono le motivazioni: la sfera sociale è stata svuotata delle sue strutture; solo l'individuo ha impatto, ma nella sua atomizzazione gli effetti evaporano al mutare dell'attenzione collettiva. Essa è ormai modellata dalle nuove forme di aggregazione - social media e chat - che rendono immediata la comunicazione, ma difficile costruire comunità durature dalle quali non sia così facile uscire.

«La vera differenza strutturale è tra coloro che conoscono e coloro che sono ignoranti». La società del XXI secolo secondo Giuliano Noci

Stiamo regredendo per nasconderci di fronte alla complessità del mondo? O stiamo livellando il piano per l'arrivo delle macchine, che, forse, non saremo in grado di dominare? Per rispondere a queste e ad altre domande abbiamo interpellato Giuliano Noci, Prorettore del Politecnico di Milano, membro del Comitato della Presidenza del Consiglio dei Ministri per la definizione delle strategie nazionali per l’intelligenza artificiale, ed editorialista de Il Sole 24 ORE.

«Per gli Stati Uniti questa potrebbe essere l’ultima possibilità di ridefinire un nuovo assetto globale da protagonisti.» Cesare Pozzi e il cambio d'epoca in atto

«Facendo riferimento all’arte della politica di Machiavelli capire e gestire l’attuale cambio d’epoca è la cosa che va fatta. Se siamo in mezzo al guado e la Meloni è in mezzo al guado, diviene fondamentale non sottovalutare quanto nella gestione di questo cambiamento si debba migliorare la capacità italiana di proporsi come interlocutore che ha delle carte da giocare. Quindi credo vada molto bene parlare e dialogare con tutti, non fare una scelta di campo, perché per il nostro Stato ora non avrebbe senso.»

Controstoria massomafiosa d'Italia

L'ultimo libro di Luigi de Magistris, "Poteri Occulti" (Fazi Editore, 2024), ripercorre le tappe fondamentali della scalata al potere da parte di poteri mafiosi e organizzazioni massoniche deviate. Il loro golpe perenne contro la Costituzione si traduce in una lenta ma costante erosione della credibilità e dei contrappesi dello Stato italiano. Dal dopoguerra ad oggi, nonostante di mafie non si parli più, la morsa sul politico e sull'economia si è fatta sempre più asfissiante.

Massimo Fini: «Il futuro non è davanti a noi, è alle nostre spalle. Il nemico? Gli Stati Uniti, molto più della Russia.»

«Dice bene in una frase Guccini: “In un mondo dove il male è di casa e ha vinto sempre. Dove regna il capitale, oggi più spietatamente.” Purtroppo, Marx si sbagliava. Lui pensava che ad un certo punto i ricchi sarebbero diventati sempre meno, quindi non sarebbe stata necessaria una rivoluzione. Sarebbe bastato dargli un calcio nel sedere. E invece questo non è avvenuto.»

La Georgia e il sogno sospeso fra due mondi

Non esiste Paese più politicamente ambiguo nello spazio post-sovietico della Georgia. L'abbiamo visitata, partendo da Batumi, al confine con la Turchia, passando per la capitale, Tbilisi, spingendoci sino alle terre azere. Diversi mondi e diverse interpretazioni si sono mostrate nelle loro confliggenti volontà. Qui il mondo russo e quello europeo coesistono. La domanda è una, nella sua sconcertante attualità: per quanto ancora?

«Per fortuna la vita è più grande dell’intelligenza e da un certo punto di vista sono le cose a fare noi più che noi a fare le cose». Il senso del romanzo oggi secondo Claudio Gallo

Cani di Carta è la storia di Rodolfo Rodrick, giornalista della Gazzetta di Moralia, il quale scopre che la nuova rete idrica di Bengodi è costruita con materiali altamente cancerogeni. Ma un fatto dev’essere riconosciuto dalla società per esistere, e il governo tace per non indisporre l’Impero alleato di Aurelia dove si producono le tubature. La fonte della notizia è un dirigente della Società Acque Potabili, che poco dopo si uccide. È la prima di una serie di morti sospette che coinvolge chiunque incroci la rivelazione. Per scrivere lo scoop della vita, Rodolfo dovrà sopravvivere alla censura invisibile dei media e al mondo letale dei servizi segreti.

Il futuro dei conservatori dopo Trump

J.D. Vance è stato scelto come candidato alla vicepresidenza. Un nome che è un'indicazione netta sul futuro del Partito Repubblicano voluto da Donald Trump. Vance, salito alla ribalta come rappresentante delle battaglie di una classe media indebolita e paranoica, ha in realtà in Peter Thiel uno dei padri politici, quanto di più lontano dalla sua storia personale, al netto delle posizioni conservatrici che li accomunano. È per questo che se dovesse entrare alla Casa Bianca sarebbe più una vittoria per i venture capitalist californiani che non per la Rust Belt.

È tutta una questione di legge elettorale

Per la gioia di politologi e aspiranti tali, il voto parallelo nel Regno Unito e in Francia ha dimostrato la fondamentale importanza delle regole del gioco. Sta tutta qui la differenza fra stabilità e instabilità. Come Londra, anche Parigi si prepara ad ospitare un Primo Ministro di sinistra, tutto il contrario di quanto ci si aspettava fino a qualche giorno fa, quando Bardella già si sentiva a Hôtel Matignon, mentre adesso il nuovo inquilino andrà pescato fra i giovani rampanti del precario Nuovo Fronte Popolare.

Paura e delirio a Bruxelles

Alla vigilia dell'incontro che scioglierà i dubbi sui "top jobs" europei, i futuri gruppi parlamentari non potrebbero essere più divisi di così. A destra Meloni e il suo ECR si ritrovano a far da cerniera fra popolari ed estremisti (mentre Orban e AfD pensano alla formazione di gruppi autonomi più a destra di Le Pen). Dall'altra parte della barricata manca la fiducia fra socialisti e popolari, mentre i verdi non voteranno la leader uscente senza rassicurazioni sulle politiche green. Nel marasma la possibilità che i franchi tiratori impallinino la spitzenkandidat si fa sempre più concreta. E su cosa accadrebbe in tal caso vige la totale incertezza, ammantata da un velo neanche troppo sottile di paura.

La sconfitta dell'asse

Macron e Scholz escono con le ossa rotte dalle europee. Il primo ha già chiamato elezioni parlamentari per poter imbrigliare i lepenisti, il secondo ancora non ha una ricetta per contenere l'avanzata conservatrice, che sembra un problema anche per Friedrich Merz. Alla loro sconfitta si accompagnerà un allontanamento dalle politiche belliche e green, anche qualora si andasse verso una sostanziale riconferma della maggioranza "Ursula". Ipotesi al momento più quotata, nonostante aleggi l'ombra di una Commissione "tecnica".
Pagina 1 di 3