La dinastia Marcos al capolinea

Dopo la fuga a Madrid del faccendiere Zaldy Co, anche la Iglesia ni Christo ritira l’appoggio al Presidente delle Filippine, rendendo il finale di legislatura sempre più teso e problematico.

Il desiderio di una pace ingiusta

Con l’uscita dell’ultima proposta di pace americana è calato il gelo tra i commentatori europei. L’impressione è che questa volta la realtà non sia più rimandabile, gli equilibri sul campo e le posizioni diplomatiche non più dissimulabili. La pace ingiusta non è più rifiutabile perché l’alternativa è una ancora più ingiusta. Per i massimalisti più irriducibili sono tutti traditori: americani voltagabbana, europei troppo timidi, ucraini che attaccano il leader per un innocuo malcostume (pertanto, sicuramente imbeccati da nemici esterni). Cosa attende invece chi accetta la realtà?

L’eredità invisibile di Shinzo Abe

Il mare, più della terra, definisce l’identità strategica del Giappone. Sotto la nuova guida di Sanae Takaichi, Tokyo rilegge l’eredità di Abe e prepara un nuovo ciclo di assertività militare per contenere l’espansione cinese. Tra demografia in declino, turismo soffocante e un sistema internazionale instabile, riemerge un Paese che non vuole più limitarsi alla difesa passiva, ma ritrovare centralità nel grande equilibrio indo-pacifico.

Il sogno cinese è appena iniziato

Saggio denso e visionario, "La Cina ha vinto" di Alessandro Aresu (Feltrinelli, 2025) invita a guardare oltre i pregiudizi occidentali per comprendere la logica profonda del potere cinese. Attraverso la figura di Wang Huning, teorico del "Partito-Impero", Aresu mostra come conoscenza, pazienza e armonia sociale abbiano reso la Cina un attore indispensabile dell’equilibrio mondiale contemporaneo.

Revisionismo all'orientale

Cina e Giappone si fronteggiano da secoli, acuendo differenze e punti di faglia che, malgrado le razionali liaison politiche, continuano a manifestarsi. Gli imperi non finiscono: la Cina ha solo cambiato il colore dal celeste al rosso, mentre il Giappone, conscio di dover rivedere criticamente il pacifista articolo 9 della sua Costituzione, si riarma. La storia, pur procedendo, continua a proporre scene già viste.

Il costo della mediazione

L’8 agosto del 2025 segna un punto di svolta nelle relazioni fra Azerbaijan ed Armenia. L’intesa raggiunta fra i due Stati sembra porre finalmente fine al conflitto del Nagorno Karabakh, che incessantemente dal 1988 ha tenuto i due in aperta ostilità. A mediare le richieste e le pretese è Donald Trump, o meglio: gli Stati Uniti. Il prezzo della mediazione è caro per tutta la regione: è in atto una trasformazione che modificherà radicalmente gli assetti geopolitici del Caucaso meridionale.

Pechino è pronta

Per la Cina, la parata militare ha un duplice obiettivo: mostrare le proprie capacità militari e la compattezza del suo popolo, così come la possibilità di far affidamento su partner strategici per sviluppare il progetto geopolitico orientale, che mira a creare un nuovo sistema internazionale in cui l’Occidente sarà costretto a subire la storia, invece di farla.

Una successione contesa

Con l’avvicinarsi della fine della vita di Tenzin Gyatso, 14° Dalai Lama, la questione della sua successione riapre uno dei fronti più delicati della geopolitica asiatica. Il recente annuncio del leader spirituale, che ha riaffermato l’autonomia della sua reincarnazione dal controllo cinese, ha sollevato nuove tensioni tra Pechino e la diaspora tibetana.

L'Est è il nuovo mondo

Viene riaperto il dialogo riguardante il RIC, meccanismo trilaterale tra Russia-India-Cina ormai inattivo dal 2020. I ministri degli Esteri dei rispettivi paesi, in modo diverso tra loro, esprimono il loro interesse al possibile ritorno di tale formato. In ambito commerciale e politico sarebbe un grande balzo in avanti, ma rimane la criticità nei rapporti bilaterali tra Pechino e Nuova Delhi che, nonostante il miglioramento, sono ancora in uno stato grigio. Le tariffe aggressive di Trump hanno senza dubbio favorito il ritorno di questa opzione, che nelle intenzioni dei tre paesi rappresenterebbe un ulteriore avanzamento per arrivare a costruire un sistema geopolitico multipolare.

Lo sfondamento nel Donbass

L’11 agosto 2025 le forze armate russe hanno ottenuto un successo tattico di vasta portata sul fronte orientale, sfondando le difese ucraine a nord-est di Pokrovsk, città strategica nel Donbass. L’avanzata su un fronte di oltre 13 chilometri e la rapida penetrazione per almeno 15 chilometri in profondità hanno interrotto le principali vie logistiche delle truppe ucraine, determinando un accerchiamento operativo di Pokrovsk e compromettendo la tenuta dell’intero settore.

Alle origini del gioco al massacro

Intrattenimento sadico senza alcuna catarsi: è questa la proposta del giapponese Koushun Takami nel suo celebre romanzo Battle Royale, in cui immagina il rito annuale che prevede la selezione casuale di una classe di scuola media che dovrà ammazzarsi a vicenda, sotto la minaccia di essere a loro volta uccisi dai soldati del regime qualora rifiutassero, fino a che non rimanga un unico vincitore. Un gioco al massacro che è diventato, oggi, la forma principale di fruizione dello spettacolo, politico e non solo.

Il peso dei millenni

Gli iraniani hanno capito di dover fare da soli: oggi come in ogni fase della propria storia millenaria, i persiani sanno piegare il tempo a proprio vantaggio. Se n'è reso conto Michael Axworthy, scrivendo in “Breve storia dell’Iran” (Einaudi, 2010), come molto dell’anima attuale dell’impero persiano, ai più incomprensibile, sia il frutto di una stratificazione che ha lasciato intatte le ambizioni e la tenacia del suo popolo attraverso i millenni.
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